L'Oro Grigio delle Alte Creste

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Nome scientifico:
Artemisia eriantha Ten.
Nome comune:
Genepì dell’Appennino
Famiglia:
Asteraceae
Forma biologica:
Camefita suffruticosa

Caratteristiche

Portamento: Piccola pianta legnosa. Fusto: Brevissimo, ramificato e legnoso alla base, da cui si dipartono radici contorte e robuste, con scapi fiorali che raramente superano i 20 cm di altezza. Foglie: Divise in 2-3 lacinie flabellate (a ventaglio) larghe circa 2 mm con piccoli denti all'apice, interamente ricoperte da una fitta peluria argentea che conferisce alla pianta un caratteristico colore grigio-setoso. Fiori: Minuscoli e gialli, raccolti in capolini lanosi che contengono dai 25 ai 50 fiori ciascuno, i quali vanno a formare una spiga contratta e intensamente profumata sulla sommità dello scapo. Frutti: Achenio (o cipsela) contenente un singolo seme. Fioritura: Luglio-agosto.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Orofita sud-europea. Distribuzione in Italia: Presente nell'Appennino Centrale, in particolare sui gruppi dei Monti Sibillini, del Gran Sasso e della Majella, oltre che nelle Alpi Marittime in Piemonte. Habitat: Rupi e ghiaioni aridi e altri ambienti rocciosi d'alta quota, in un intervallo compreso tra 2000 e 2800 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Artemisia): Deriva da Artemide, la dea greca della caccia e dei luoghi selvaggi, a cui queste piante aromatiche erano sacre nell'antichità. Nome Specifico (eriantha): Dal greco érion (lana) e ánthos (fiore), in chiaro riferimento alla lanosità dei capolini fiorali che contraddistingue la specie.

Proprietà e utilizzi

In ambito tradizionale e fitoterapico questa pianta è nota per le sue doti digestive, depurative, antibatteriche e vermifughe, venendo utilizzata nella medicina popolare anche per le sue proprietà toniche e balsamiche contro le affezioni respiratorie. Nel settore liquoristico è conosciuta in Abruzzo come Genepì ed è storicamente impiegata nella produzione di liquori e amari artigianali, similmente a quanto avviene per la specie alpina Artemisia genipi, grazie al suo aroma intenso e ai principi amari contenuti nei fusti e nelle foglie.

Curiosità

A causa delle raccolte eccessive legate alla produzione di liquori, la specie è oggi protetta e inserita nelle Liste Rosse nazionali e regionali con lo stato di vulnerabile (VU). La sua sopravvivenza è strettamente legata alla regolamentazione del prelievo in natura e alla tutela degli ecosistemi rupicoli d'alta quota, messi a rischio anche dai cambiamenti climatici.