La Spaccapietre

Asplenium ceterach L.
Nome scientifico:
Asplenium ceterach L.
Nome comune:
Cedracca comune
Famiglia:
Aspleniaceae
Forma biologica:
Emicriptofita rosulata

Caratteristiche

Portamento: Piccola felce perenne alta 5-20 cm che forma una rosetta basale compatta, sostenuta da un rizoma molto corto e ricoperto di squame paleacee. Fronde: Persistenti e spesse di forma strettamente lanceolata, caratterizzate da una pagina superiore verde e glabra e una pagina inferiore ricoperta da dense squame lanose, inizialmente biancastre e poi color ruggine, che proteggono gli organi riproduttivi. Organi riproduttivi: Sori lineari, contenenti le spore, privi di indusio, protetti da squame (palee) bruno-dorate sulla pagina inferiore delle fronde. Sporulazione: Maggio-ottobre.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Eurasiatica. Distribuzione in Italia: Comune e presente in tutto il territorio nazionale, incluse le isole maggiori. Habitat: Cresce tipicamente nelle fessure delle rocce, sui vecchi muri e tra i detriti consolidati, prediligendo substrati calcarei ma adattandosi a vari tipi di roccia, dalle coste fino ai 2000 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Asplenium): Deriva dal greco ásplēn = "senza milza", in riferimento all'antico uso terapeutico di queste felci per trattare i disturbi della milza secondo la dottrina dei segni. Nome Specifico (ceterach): Deriva dal latino medioevale ceterah, termine che affonda le sue radici nell'arabo shtaraj e nel persiano shitarakh.

Proprietà e utilizzi

La cedracca comune è ampiamente utilizzata nella medicina popolare, dove è nota col nome di "spaccapietre" per le sue spiccate proprietà diuretiche e antiuriche, risultando utile per chi soffre di calcoli renali o elevati livelli di ossalati nelle urine. Oltre all'azione decongestionante sulla milza, la cedracca viene impiegata per uso topico e interno come sedativo ed emolliente per la tosse, grazie alle sue virtù antinfiammatorie, astringenti e decongestionanti per le mucose del cavo orale. In erboristeria si utilizzano prevalentemente le fronde fresche o essiccate e, più raramente, il rizoma.