La Torcia Viola delle Radure

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Nome scientifico:
Chamaenerion angustifolium (L.) Scop.
Nome comune:
Garofanino maggiore
Famiglia:
Onagraceae
Forma biologica:
Emicriptofita scaposa

Caratteristiche

Portamento: Pianta erbacea perenne e rizomatosa, molto vigorosa, capace di raggiungere altezze comprese tra i 50 e i 220 cm. Fusto: Eretto, angoloso e glabro. Foglie: Alterne e sessili, di forma strettamente lanceolata. La pagina inferiore è glaucescente con nervature laterali molto marcate che non raggiungono il margine fogliare, ma si uniscono in una nervatura marginale. Fiori: Grandi e vistosi, riuniti in lunghi racemi terminali. La corolla ha 4 petali roseo-purpurei asimmetrici (i superiori più grandi). Lo stilo è caratteristicamente ricurvo verso il basso e termina con uno stimma diviso in 4 lobi. Frutti: Capsule oblunghe e lanuginose che si aprono in 4 valve, liberando semi minuscoli dotati di un ciuffo di peli bianchi (pappo) per il volo radente. Fioritura: Giugno-agosto.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Circumboreale. Distribuzione in Italia: Comune su tutto il territorio, specialmente nelle aree montane e alpine. Habitat: Specie eliofila e ruderale; colonizza margini boschivi, massicciate ferroviarie, greti di torrenti e terreni percorsi dal fuoco, dai 600 ai 2500 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Chamaenerion): Composto dal greco khamái (piccolo, a terra) e Nerium (oleandro), per la somiglianza delle sue foglie con quelle dell'oleandro. Nome Specifico (angustifolium): Dal latino angustus (stretto) e folium (foglia), descrive la morfologia lineare delle lamine fogliari.

Proprietà e utilizzi

Specie commestibile e officinale. Grazie alle proprietà emollienti, astringenti e antinfiammatorie (dovute a tannini e mucillagini), è impiegata nel trattamento di infiammazioni orofaringee e intestinali. In cucina, i giovani germogli si consumano come gli asparagi, mentre in Russia e nel Caucaso le foglie fermentate ed essiccate producono il Tè di Koporye, una bevanda aromatica priva di caffeina

Curiosità

La sua capacità di colonizzare rapidamente suoli sterili o bruciati le è valsa il nome inglese di fireweed. Dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, fu la prima specie a colorare di viola le macerie delle città europee, diventando un potente simbolo botanico di speranza e rinascita.