La Fragranza Rossa del Bosco

Fragaria vesca L. subsp. vesca
Nome scientifico:
Fragaria vesca L. subsp. vesca
Nome comune:
Fragola comune
Famiglia:
Rosaceae
Forma biologica:
Emicriptofita reptante

Caratteristiche

Portamento: Piccola pianta erbacea perenne alta 5–20 cm, dotata di un rizoma obliquo e ramificato. Foglie: Organizzate in rosetta basale e sorrette da lunghi piccioli pubescenti, le foglie sono trifogliate, composte da tre foglioline sessili dal margine grossolanamente dentato. La fogliolina centrale presenta spesso un caratteristico aculeo terminale rossastro. La pagina superiore è verde scuro, mentre quella inferiore appare biancastra e sparsamente pelosa. Fiori: Da 1 a 3 fiori bianchi, eretti durante l'antesi e penduli dopo la fecondazione. La corolla è composta da 5 petali a margine sovrapposto che circondano numerosi stami. Il calice è completato da un epicalice a lacinie lineari. Frutti: Quella che comunemente chiamiamo "fragola" è in realtà un falso frutto derivante dall'accrescimento del ricettacolo fiorale, che diventa rosso, succoso e profumato. I veri frutti (acheni) sono i minuscoli granellini neri sparsi sulla superficie, facilmente staccabili dal calice a maturità. Fioritura: Aprile-giugno.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Cosmopolita. Distribuzione in Italia: Comune in tutto il territorio nazionale, dalle Alpi alle isole. Habitat: Predilige le zone di penombra come radure montane, faggete, pinete e margini di siepi, tra i 200 e i 1900 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Fragaria): Dal latino fragrans (fragrante), in omaggio all'intenso profumo dei frutti che già i Romani apprezzavano durante le loro escursioni boschive. Nome Specifico (vesca): Deriva dal latino vescus, termine che può significare "molle e leggero" ma anche "commestibile", sottolineando la pregevolezza del frutto.

Proprietà e utilizzi

La fragolina di bosco è una specie commestibile e officinale di grande valore, ricca di tannini, flavonoidi, vitamina C e sali minerali preziosi come fosforo e ferro. Grazie al suo contenuto di derivati salicilici, la pianta svolge un'efficace azione diuretica e depurativa, risultando particolarmente indicata per favorire l'eliminazione degli acidi urici in soggetti che soffrono di gotta, calcolosi o reumatismi. Il consumo del frutto, ipocalorico e rinfrescante, è consigliato per le sue doti toniche e leggermente lassative, mentre in ambito cosmetico il succo fresco viene tradizionalmente impiegato per lenire le scottature solari, attenuare le macchie cutanee e mantenere l'elasticità dei tessuti. Per uso esterno, il decotto di foglie e radici è un ottimo rimedio per gargarismi in caso di infiammazioni del cavo orale e della gola grazie alle sue proprietà astringenti. In cucina trova impiego in innumerevoli preparazioni che vanno dalle confetture artigianali ai liquori aromatici, fino a raffinati risotti e salse.

Curiosità

Apprezzata fin dall'antichità da Virgilio e Plinio il Vecchio, la fragola è protagonista di numerosi miti: i Romani credevano che fossero nate dalle lacrime di Venere versate per la morte di Adone. Nel Medioevo, per la sua forma e il colore rosso, fu associata sia alla passione amorosa sia al sangue di Cristo, venendo definita "frutto cuore". Linneo, il padre della botanica moderna, ne era un grande estimatore e la considerava un rimedio sovrano contro la gotta, mentre Shakespeare ne esaltava la delicatezza definendola "cibo da fate". Nel linguaggio dei fiori, regalare fragole simboleggia stima profonda e amore sincero.