Il Fiore della Purezza
Caratteristiche
Portamento: Pianta erbacea perenne dalla struttura robusta, alta mediamente tra i 20 e i 40 cm. Fusto: Semplice o con scarse ramificazioni, caratterizzato da evidenti scanalature longitudinali spesso segnate da righe rossastre. Foglie: Le foglie basali sono riunite in una rosetta e hanno forma spatolata o obovato-cuneata; la lamina può essere intera o inciso-lobata. Le foglie cauline sono invece semiamplessicauli (abbracciano parzialmente il fusto); quelle superiori sono sessili, oblungo-ovate e con lamina pennatifida, ovvero divisa in lobi irregolari. Fiori: Riuniti in un capolino solitario e grande, con un diametro compreso tra i 4 e i 7 cm. L'involucro basale è composto da 3–4 serie di brattee (squame) che presentano un caratteristico margine membranaceo di colore porpora. I fiori periferici sono ligulati, di colore bianco candido, femminili e zigomorfi; i fiori del disco centrale sono tubulosi, gialli, prevalentemente ermafroditi e formano un centro compatto e convesso. Frutti: Una cipsela (achenio) ovale-oblunga, percorsa da 10 coste resinifere. I frutti derivanti dai fiori esterni possono presentare un pappo rudimentale a forma di corona. Fioritura: Febbraio-ottobre.
Distribuzione e habitat
Tipo Corologico: Eurasiatica. Distribuzione in Italia: Presente in modo capillare su tutto il territorio nazionale, dalle pianure alle zone montane. Habitat: Specie estremamente adattabile, colonizza incolti, prati stabili (specialmente se umidi), bordi stradali, sentieri e sponde di corsi d'acqua, dal livello del mare fino a 1500 m s.l.m.
Etimologia
Nome Generico (Leucanthemum): Composto dai termini greci leukós (bianco) e ánthos (fiore), con esplicito riferimento al colore delle ligule esterne che circondano il capolino. Nome Specifico (vulgare): Dal latino vulgare (comune, diffuso), a indicare la grande frequenza di questa specie nel paesaggio rurale e spontaneo.
Proprietà e utilizzi
La margherita comune è una specie commestibile e officinale nota sin dall'antichità. Le vengono attribuite proprietà antispasmodiche, bechiche e vulnerarie. Per uso esterno, i suoi estratti risultano efficaci nel favorire la cicatrizzazione di ferite, ulcere del cavo orale e infiammazioni della gola; l'acqua distillata di margherita è inoltre impiegata come collirio lenitivo per le congiuntiviti. In ambito culinario, le foglie più tenere vengono raccolte in primavera per essere consumate crude nelle misticanze di erbe selvatiche, apportando un sapore gradevole e fresco. Nonostante la sua bellezza, non è considerata una buona pianta da foraggio: la sua consistenza parzialmente legnosa e la presenza di composti aromatici la rendono poco appetibile per il bestiame, che tende a scartarla durante il pascolo.