Il Caprifoglio dalle Bacche Gemelle

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Nome scientifico:
Lonicera alpigena L. subsp. alpigena
Nome comune:
Caprifoglio delle Alpi
Famiglia:
Caprifoliaceae
Forma biologica:
Fanerofita cespugliosa

Caratteristiche

Portamento: Arbusto caducifoglio dalla struttura piuttosto ramosa, alto fino a 1.50 m. Rami: Ascendenti e talvolta contorti, rivestiti da una corteccia grigio sabbia chiara che tende a sfogliarsi. I rami giovani sono bruno-rossastri e peloso-glandulosi. Foglie: Opposte e decussate (disposte a coppie ruotate di 90° rispetto alle sottostanti), brevemente picciolate e di forma ovato-ellittica con apice acuto. La lamina, lunga 5–10 cm, appare lucida e glabra sulla pagina superiore, mentre quella inferiore è opaca e talvolta pubescente. Fiori: Sono portati appaiati su lunghi peduncoli glabri (2–5 cm) che si originano all'ascella delle foglie. La corolla, lunga 12–18 mm e di un caratteristico colore rosso carminio, è bilabiata (divisa in due labbra). I calici sono minuti, mentre gli ovari dei due fiori gemelli sono quasi completamente concresciuti. Gli stami, in numero di 5, presentano filamenti violetti lunghi quanto la corolla. Frutti: Una bacca subsferica di colore rosso brillante, con un diametro di circa 1 cm. Questa "bacca doppia" è il risultato della fusione dei due ovari dei fiori appaiati; all'apice della bacca sono visibili i residui dei due stimmi molto vicini tra loro, segno della natura binata del frutto. Fioritura: Aprile-giugno.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Orofita sud-europea. Distribuzione in Italia: Ampiamente diffusa in tutte le regioni, risultando assente solo in Puglia, Sicilia e Sardegna. Habitat: Specie tipica del sottobosco delle faggete pure o miste a conifere (abete bianco e rosso), prediligendo suoli calcarei e fertili tra 800 e 2100 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Lonicera): Dedicato ad Adam Lonitzer (1528–1586), celebre medico e botanico tedesco autore di importanti erbari rinascimentali. Nome Specifico (alpigena): Dal latino alpes e genus (nato dalle Alpi), a indicare la sua principale diffusione lungo la catena alpina.

Proprietà e utilizzi

Il caprifoglio delle Alpi è considerato una specie officinale tossica. Le bacche rosse, sebbene esteticamente invitanti, sono velenose per l'uomo a causa della xilosteina, un principio attivo dall'energica azione emetica (induce il vomito). Nonostante la pericolosità dei frutti, la medicina popolare del passato utilizzava altre parti della pianta: la corteccia per le sue proprietà antireumatiche e diuretiche; le foglie per le virtù antinfiammatorie e astringenti; i fiori per l'azione espettorante e tonica del sistema nervoso. Resta comunque una pianta da trattare con estrema cautela, limitando il suo impiego odierno esclusivamente a scopi ornamentali o naturalistici.