Il Fiore che Salvò un Dio

Paeonia officinalis L.
Nome scientifico:
Paeonia officinalis L.
Nome comune:
Peonia comune
Famiglia:
Paeoniaceae
Forma biologica:
Geofita rizomatosa

Caratteristiche

Portamento: Pianta erbacea perenne dalla struttura robusta, con un'altezza compresa tra i 30 e i 60 cm. Fusti: Eretti, cilindrici, solitamente non ramificati e terminano con un unico grande fiore apicale. Foglie: Alterne e profondamente divise, con una struttura bi- o triternata. Ogni foglia è composta da 15–30 segmenti lanceolati o ellittici. La pagina superiore è di un verde lucido e intenso, mentre quella inferiore si presenta più opaca e può variare da quasi glabra a finemente pelosa. Fiori: Misurano tra i 7 e i 13 cm di diametro. Il calice è composto da 5 sepali diseguali. La corolla presenta grandi petali spatolati di colore rosso-carminio o violaceo, con apice arrotondato. Al centro spicca un folto apparato di numerosi stami disposti a spirale, con antere gialle brillanti. I carpelli (da 1 a 8) sono liberi e densamente tomentosi (pelosi), sormontati da uno stigma rosso e ricurvo. Frutti: Un aggregato di follicoli tomentosi e rigonfi, che a maturità diventano scuri e si incurvano verso l'esterno. Aprendosi, rivelano semi lucidi di colore blu-nero (fertili) o rossastri (non fertili). Fioritura: Marzo-giugno.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Europea/Pontica. Distribuzione in Italia: Presente in tutte le regioni dell'Italia centro-settentrionale e in Abruzzo; risulta assente nel resto del Meridione e nelle isole maggiori. Habitat: Predilige ambienti luminosi come boschi radi di latifoglie, arbusteti subalpini, pendii pietrosi e prati aridi, ricercando preferibilmente substrati calcarei, dai 100 fino ai 1800 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Paeonia): Deriva da Peone (Paion), mitico medico degli dei nella Grecia antica. Secondo il mito, Peone utilizzò le radici di questa pianta per guarire Marte e Plutone dalle ferite riportate in battaglia; per salvarlo dalla collera del suo maestro Asclepio, geloso del successo, Ade lo trasformò nel fiore che porta il suo nome. Nome Specifico (officinalis): Dal latino officina (laboratorio), a testimonianza del suo antico e consolidato impiego nelle preparazioni medicinali.

Proprietà e utilizzi

La peonia officinale è una specie di grande rilevanza nella storia della medicina. Contiene principi attivi complessi come la peoniflorina e diversi tannini, che le conferiscono proprietà sedative, antispastiche e diuretiche. Fino al XVI secolo, la radice di peonia era considerata un rimedio fondamentale per trattare l'epilessia e le convulsioni. Nella cultura popolare, le venivano attribuite virtù magiche e protettive: si credeva che un pezzetto di radice avvolto in un panno di lino e portato al collo potesse scacciare i demoni o alleviare le sofferenze dei bambini durante la dentizione. Nonostante la sua bellezza ne abbia favorito la coltivazione nei giardini storici, è importante ricordare che si tratta di una pianta tossica se ingerita in quantità eccessive, motivo per cui oggi l'uso terapeutico è quasi del tutto abbandonato a favore dell'impiego ornamentale. In natura è spesso soggetta a tutela regionale per evitarne la raccolta indiscriminata.