I Ciuffi Tenaci dell'Adriatico

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Nome scientifico:
Sesleria juncifolia Suffren
Nome comune:
Sesleria a foglie sottili
Famiglia:
Poaceae
Forma biologica:
Emicriptofita cespitosa

Caratteristiche

Portamento: Forma cespugli densi, tenaci e persistenti. La base della pianta è caratteristicamente avvolta da guaine fogliari vecchie che si dissolvono in fibre reticolate di colore bruno. Fusti: Capillari, estremamente sottili, lungamente nudi (privi di foglie nella parte superiore) e presentano spesso una curvatura all'apice sotto il peso dell'infiorescenza. Foglie: Le foglie delle innovazioni sono larghe fino a 2 mm. Le restanti foglie sono convolute (arrotolate su se stesse longitudinalmente), assumendo un aspetto capillare con un diametro di soli 0.5-0.6 mm, simulando perfettamente la morfologia di un piccolo giunco. La ligula è quasi assente (subnulla) e ridotta a una linea di brevi ciglia. Fiori: Riuniti in una spiga di forma cilindrica o ovoide, lunga 10-35 mm, che spesso appare interrotta o meno densa alla base. Le spighette (7-8 mm) sono generalmente biflore. Frutti: Una cariosside di forma ellissoidale e colore brunastro. Fioritura: Febbraio-luglio.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Anfiadriatica. Distribuzione in Italia: Si rinviene nel Carso Triestino e lungo l'Appennino Centrale e Meridionale (particolarmente abbondante sui massicci calcarei abruzzesi). Habitat: Colonizza le creste ventose, i pascoli d'altitudine e le rupi calcaree, dal livello del mare (nel Carso) fino ai 2600 m s.l.m. delle vette appenniniche.

Etimologia

Nome Generico (Sesleria): Titolo dedicato alla memoria di Leonardo Sesler (1683-1785), stimato medico e botanico italiano, curatore di uno dei primi giardini botanici privati a Venezia. Nome Specifico (juncifolia): I termini latini richiamano la sottigliezza delle foglie (tenuis = sottile) o la loro somiglianza con quelle del giunco (juncus), evidenziando l'adattamento della pianta per ridurre la perdita d'acqua.

Curiosità

Svolge un ruolo cruciale nel consolidamento dei suoli instabili d'alta quota. I suoi apparati radicali tenaci creano una rete che trattiene il sedimento calcareo sulle creste soggette a forte erosione eolica e idrica. In Appennino, forma una comunità vegetale specifica chiamata "Seslerietum", che ospita spesso altre rarità botaniche ed endemismi che trovano rifugio tra i suoi ciuffi protettivi.