Il Signore Discreto dei Boschi Appenninici

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Nome scientifico:
Acer cappadocicum subsp. lobelii (Ten.) A.E.Murray
Nome comune:
Acero di Lobelius
Famiglia:
Sapindaceae
Forma biologica:
Fanerofita arborea

Caratteristiche

Portamento: Albero slanciato e colonnare, alto fino a 20 m. Corteccia: Liscia da giovane, poi leggermente screpolata. Rami: Hanno una caratteristica pruina blu-biancastra, che diventa verde brillante con la maturità. Foglie: Opposte, di forma palmatolobate con cinque lobi profondi e appuntiti, verde lucide sopra, più chiare sotto. Se il picciolo viene reciso, emette una linfa lattiginosa. In autunno assumono tonalità giallo dorate. Fiori: Piccoli, giallo-verdastri, raccolti in grappoli eretti che compaiono contemporaneamente alle foglie giovani. Frutti: Samare (doppie capsule alate) con ali divergenti lunghe fino a 2,5 cm, di colore verde e leggermente arcuate. Fioritura: Aprile-maggio.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Endemica italiana. Distribuzione: Presente in Appennino centro-meridionale, dall’Abruzzo alla Calabria. Habitat: Predilige boschi freschi e umidi, spesso associata a faggio e cerro, tra 700 e 1700 m di quota.

Etimologia

Nome Generico (Acer): Dal latino acer, acris = "acuto, appuntito", in riferimento alla forma delle foglie e all’uso del legno per lance. Nome Specifico (cappadocicum): Richiama la Cappadocia (Anatolia), probabile area d’origine del gruppo. Nome Sottospecifico (lobelii): Onora il botanico fiammingo Mathias de Lobel (1538–1616), medico e naturalista.

Proprietà e utilizzi

Produce un legno chiaro e compatto molto facile da lavorare, ma è apprezzato soprattutto per scopi di consolidamento di pendii e terreni instabili grazie alla sua capacità di rigenerarsi tramite polloni. Ha inoltre un elevato valore ornamentale nei contesti urbani e nei parchi, dove viene scelto per il suo elegante portamento verticale e per le spettacolari colorazioni che il fogliame assume durante la stagione autunnale.