Il Ditale dai Fiori Minuti

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Nome scientifico:
Digitalis micrantha Roth ex Schweigg.
Nome comune:
Digitale appenninica
Famiglia:
Plantaginaceae
Forma biologica:
Emicriptofita scaposa

Caratteristiche

Portamento: Pianta erbacea perenne alta tra i 50 e i 90 cm, sostenuta da un rizoma orizzontale legnoso di colore bruno-scuro. Foglie: Alterne e di forma oblungo-lanceolata, sono totalmente glabre fatta eccezione per una sottile cigliatura lungo il margine debolmente dentato. Le foglie inferiori sono munite di picciolo, mentre le cauline diventano sessili e progressivamente più ridotte risalendo l'asse fiorale. Fiori: Riuniti in un racemo terminale compatto, spesso unilaterale, con fiori contigui. La corolla, di colore giallognolo con macule brunastre, è piccola e tubulosa. Il lobo inferiore è obovato, caratterizzato da striature rossicce che fungono da guida per gli impollinatori e da una densa pelosità interna. Frutti: Una capsula di forma globosa che termina bruscamente con un apice acuminato. Fioritura: Giugno-agosto.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Endemica italiana. Distribuzione: Presente in Italia centro-meridionale. Habitat: Specie versatile che colonizza pascoli aridi, radure di faggete e boschi misti appenninici, tra i 300 e i 1800 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Digitalis): Dal latino digitus (dito), in riferimento alla corolla gamopetala che ricorda un ditale da cucito. Nome Specifico (micrantha): Composto dai termini greci micrós (piccolo) e ánthos (fiore), evidenzia la dimensione ridotta dei fiori rispetto a quella di altre congeneri più appariscenti come la Digitalis purpurea.

Proprietà e utilizzi

La digitale appenninica è una specie officinale altamente tossica. Analogamente alle altre piante del genere Digitalis, sintetizza glucosidi cardioattivi (molecole che influenzano il ritmo e la forza di contrazione del cuore) che la rendono estremamente pericolosa se ingerita. In ambito farmaceutico, pur contenendo principi attivi analoghi, non viene utilizzata su scala industriale; per la produzione di farmaci cardiotonici si preferisce infatti l'impiego di D. lanata e D. purpurea, che garantiscono una resa in principi attivi più elevata e costante. L'uso domestico o popolare di questa pianta è assolutamente da evitare a causa dell'elevato rischio di avvelenamento letale.