L'Aro d'Alta Quota

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Nome scientifico:
Saxifraga exarata Vill. subsp. ampullacea (Ten.) D.A.Webb
Nome comune:
Sassifraga solcata
Famiglia:
Saxifragaceae
Forma biologica:
Emicriptofita scaposa

Caratteristiche

Portamento: Pianta erbacea perenne che cresce in formazioni compatte, creando densi cuscinetti o piccoli tappeti. Fusti: Gracili e alti fino a 15 cm, sono quasi privi di foglie (nudi o con 1–2 foglie cauline). Alla base è tipica la presenza di una massa bruna formata dalle foglie morte degli anni precedenti, che funge da strato protettivo. Foglie: Disposte in modo alterno o spiralato, le foglie non sono coriacee né presentano incrostazioni calcaree (contrariamente ad altre specie del genere). La lamina è verde chiaro, con forma variabile (intera o divisa in 3 lobi apicali) e apice arrotondato. La superficie è caratterizzata da evidenti nervature longitudinali simili a piccoli solchi. Fiori: Riuniti in un’infiorescenza composta da 1 a 5 fiori ermafroditi a simmetria radiale (attinomorfi). Il calice è ghiandoloso. La corolla presenta 5 petali liberi, lunghi 3–5 mm, con apice arrotondato. Il colore varia dal bianco-verdastro al giallo-crema, talvolta con venature purpuree o tonalità aranciate. Frutti: Una capsula di forma subsferica che, giunta a maturità, libera numerosi semi di dimensioni millimetriche. Fioritura: Maggio-agosto.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Endemica italiana. Distribuzione: Localizzata unicamente sulle cime più elevate dell'Appennino Centrale (Gran Sasso, Majella, Velino-Sirente). Habitat: Colonizza rupi verticali, pietraie calcaree e ghiaioni, tra i 1800 e i 2600 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Saxifraga): Dai termini latini sáxum (sasso) e frángo (rompere), riferendosi alla capacità della pianta di insediarsi nelle fessure rocciose. Nome Specifico (exarata): Dal latino exárare (arare, solcare), a causa dei solchi longitudinali presenti sulle foglie.