Lo Scudo Verde dei Saturnali

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Nome scientifico:
Ilex aquifolium L.
Nome comune:
Agrifoglio
Famiglia:
Aquifoliaceae
Forma biologica:
Fanerofita cespugliosa / Fanerofita arborea

Caratteristiche

Portamento: Arbusto sempreverde o piccolo albero che può raggiungere gli 8-10 m di altezza. Rami: Patenti; quelli giovani sono pubescenti, diventando cilindrici e glabrescenti al secondo anno. Corteccia: Liscia e glabra, inizialmente verde e grigio-nerastra a maturità, tendente a desquamarsi arrotolandosi su sé stessa; presenta lenticelle sparse e scarse. Le gemme svernanti sono coniche e appuntite (2-3 mm), verdi e glabre, affiancate da gemme fiorali tondeggianti e da una gemma terminale. Foglie: Persistenti (durano 2-3 anni), coriacee, alterne, semplici e brevemente picciolate, provviste di piccole stipole caduche. Le foglie dei rami inferiori hanno lamina ovale o ellittica, ondulata, con margine biancastro e vistosamente dentato-spinoso (6-8 spine per lato) come difesa naturale contro il morso degli erbivori; le foglie dei rami superiori e dei polloni vecchi hanno invece lamina intera, a margine liscio e acuminata all'apice. Entrambe le pagine sono glabre: la superiore è verde scuro e lucida, l'inferiore è opaca e più chiara. Fiori: Pianta dioica con fiori a involucro doppio e tetrameri (4-meri), riuniti in gruppetti pluriflori (2-3) ad antesi brevemente peduncolata all'ascella delle foglie dell'anno precedente. Il calice è persistente a 4 lobi; la corolla è formata da 4 petali bianchi concresciuti alla base e orlati di rosso. I fiori maschili presentano 4 stami; i fiori femminili mostrano un pistillo con ovario supero sormontato da 4 stimmi quasi sessili. L'impollinazione è prevalentemente entomofila (operata dalle api). Frutti: Drupe globose, peduncolate e ombelicate. A maturità virano a un colore rosso vivo (adattamento per attirare uccelli disseminatori come merli e tordi). Contengono al loro interno 3-5 noccioli (pireni) ossei, monospermi, piano-convessi, muniti di 3-5 coste dorsali. Fioritura: Maggio - Giugno.

Distribuzione e habitat

Tipo corologico: Subatlantica/Submediterranea. Distribuzione in Italia: Presente in tutte le regioni, ma divenuto ormai raro e localizzato allo stato spontaneo. Habitat: Componente tipica del sottobosco (strato arbustivo) in faggete, abieti-faggete e querco-carpineti, mentre assume portamento arboreo se cresce in spazi aperti. Predilige stazioni a mezz'ombra e suoli umidi, ben drenati, ricchi di nutrienti, spesso decalcificati e acidificati, tra 0 e 1400 metri s.l.m.

Etimologia

Genere (Ilex): Il nome riprende l'antica denominazione latina utilizzata per il leccio (Quercus ilex L.), istituendo un parallelismo morfologico dovuto alla forte somiglianza della spinosità delle foglie delle due piante.

Specie (aquifolium): Deriva dall'unione dei vocaboli latini acus o acutus (ago, aguzzo) e folia (foglia), con il significato letterale di "foglia dagli aghi acuti", in riferimento al margine fortemente punzecchiante.

Proprietà e utilizzi

Specie officinale tossica. Le bacche (drupe) e le foglie sono altamente tossiche per l'uomo. L'ingestione accidentale delle drupe provoca gravi stati infiammatori dell'apparato gastrointestinale e renale.

In passato le foglie e la corteccia (ricca di ilicina) venivano usate come amaro-tonico, diuretico, antireumatico e soprattutto come potente febrifugo a lento rilascio; prima della diffusione del chinino, i preparati (come il vino medicamentoso) erano impiegati nel trattamento delle febbri malariche intermittenti. Alcune specie affini del genere Ilex contengono sostanze simili alla caffeina e sono impiegate per infusi stimolanti (come il maté).

Per la straordinaria tolleranza all'inquinamento atmosferico urbano, è ampiamente coltivato nelle città per costituire siepi difensive impenetrabili. Il contrasto cromatico tra le foglie lucide e i frutti rossi lo rende il simbolo ornamentale per eccellenza delle festività natalizie.

Curiosità

L'agrifoglio vanta una ricca tradizione simbolica. Gli antichi Romani utilizzavano i ramoscelli come talismani protettivi contro i malefici durante i Saturnali e li regalavano ai novelli sposi come augurio di prosperità. I Druidi della Britannia lo consideravano una pianta sacra in grado di proteggere dai rigori dell'inverno e capace, se scagliato contro una fiera, di ammansirla. Gli Etruschi lo ritenevano una pianta di confine, potente e pericolosa, da confinare all'esterno delle mura domestiche. Nel Medioevo i popoli germanici ne appendevano i rami sulle porte delle stalle per proteggere il bestiame dalle stregonerie. Oltreoceano, i nativi americani scoperti da Colombo lo piantavano vicino alle capanne come amuleto scaccia-spiriti e ne indossavano le foglie in battaglia come distintivo di valore e coraggio. Per il suo profondo legame con la storia dei territori, la foglia d'agrifoglio compare frequentemente nell'araldica civica di numerosi comuni.

Il nome bergamasco "spinaràc" lo accomuna al pungitopo (Ruscus aculeatus). Entrambe le piante venivano appese dai contadini alla base delle strutture di essiccazione del mais ("spalére") o nelle cantine sotto i "baldüc" (dove stagionavano i salumi) per creare una barriera meccanica insuperabile contro i topi (rat o sorèch).