Il Calice di Sangue
Caratteristiche
Portamento: Pianta perenne, erbacea, sempreverde, alta da 20 a 60 cm. È dotata di un rizoma legnoso ed ingrossato e presenta fusti eretti e striati, semplici o ramificati nella parte superiore, talvolta pelosi in basso e spesso sfumati di colore rossastro. Foglie: Le foglie basali sono riunite in una densa rosetta e sono lunghe 10-20 cm; si presentano pennatosette, composte da 5-17 foglioline picciolate di forma ellittica (lunghe circa 1 cm), con peli sparsi su entrambe le pagine o raramente glabre. Il margine mostra 4-6 denti acuti su ciascun lato; la pagina superiore è verde, mentre quella inferiore è glauca. Le foglie cauline (del fusto) diventano progressivamente più piccole verso l'alto e con un minor numero di segmenti. Fiori: Riuniti in capolini o spighe sferico-ovali di circa 2 cm, all'apice dei rami. I fiori sono ermafroditi o unisessuali, privi di petali (apetali), con 4 lacinie ovate sepaloidi di colore verde o rossastro e con il margine bianco. All'interno dell'infiorescenza la disposizione è specializzata: i fiori superiori sono femminili e portano uno stimma piumoso di colore roseo o rosso; quelli inferiori sono maschili e provvisti di numerosi stami gialli, lunghi e sporgenti; nella zona centrale si trovano fiori ermafroditi con stami corti che non sporgono dal calice. Frutti: Un pometo obovoide formato dal ricettacolo (ipanzio) urceolato con 4 coste longitudinali e facce reticolate o con creste più o meno acute. Questo falso frutto racchiude al suo interno da 1 a 3 acheni (i frutti veri e propri). Fioritura: Maggio - Agosto.
Distribuzione e habitat
Tipo corologico: Subcosmopolita. Distribuzione in Italia: Specie comunissima e ampiamente diffusa in tutte le regioni d'Italia. Habitat: Vegeta in ambienti aridi, terreni incolti, campi di foraggere, margini di strade e vie, e zone ruderali. Si sviluppa generalmente dal piano fino a 1300 metri di quota, raggiungendo raramente i 2000 metri s.l.m.
Etimologia
Genere (Poterium): Deriva dal termine greco ποτήρ, -ηρος (poter, -eros), che significa "coppa", "tazza" o "calice", in chiaro riferimento alla caratteristica forma concava del calice fiorale e del ricettacolo.
Specie (sanguisorba): Composto dai vocaboli latini sanguis (sangue) e sorbeo (io sorbisco, assorbo). Il nome è legato alla dottrina dei segni (o della segnatura), secondo la quale la colorazione arrossata delle infiorescenze indicava la proprietà terapeutica della pianta di "assorbire il sangue", ossia la sua potente azione emostatica e antiemorragica.
Proprietà e utilizzi
La salvastrella minore è una pianta commestibile e officinale con proprietà astringenti, digestive, rinfrescanti, antiemorragiche e antinfiammatorie. Per uso interno (infusi o decotti) trova impiego contro diarrea, dissenteria e colite ulcerosa. Per uso esterno, la poltiglia di foglie fresche tritate e macerate nell'olio agisce come antireumatico e antidolorifico; applicata tal quale favorisce la cicatrizzazione di ferite, piaghe e ustioni. Inserita nelle narici arresta l'epistassi (sangue dal naso), mentre i decotti sono usati per lavaggi contro emorroidi e dermatiti.
L'intera pianta emana un gradevole e delicato profumo di cetriolo. Le foglie più tenere, raccolte prima della fioritura, sono eccellenti consumate crude in insalata, oppure utilizzate nella cucina tradizionale per insaporire e aromatizzare minestre, zuppe, formaggi freschi, verdure cotte e macedonie.