Il Timo delle Rupi
Caratteristiche
Portamento: Pianta erbacea perenne alta 5-40 (50) cm, sorretta da una radice a fittone sottile con apparato radicale secondario molto sviluppato. I fusti sono lignificati alla base, inizialmente prostrati e poi ascendenti; presentano una sezione tetragono-quadrangolare con due coste più strette e solcate in senso longitudinale, colorazione verde o rossastra e superficie pubescente con peli più densi su facce alterne. Foglie: Opposte e patenti, portate da un breve picciolo irsuto. La lamina varia da ovata a ellittico-oblanceolata (5-15 mm), con apice acuto e margine cigliato, spesso revoluto (ripiegato verso il basso) e munito di pochi piccoli denti nella metà superiore. La pagina inferiore mostra una nervatura principale evidente e sparsa di peli. Fiori: Riuniti in cime contratte disposte in 3-8 verticillastri all'ascella delle foglie superiori, ciascuno composto da 2-6 fiori, sottesi da bratteole lineari uguali o inferiori a 1 mm. I fiori, sorretti da un corto pedicello eretto e peloso, presentano un calice bilabiato e ricurvo verso il basso, gamosepalo, irsuto in particolare sui nervi (che spiccano per il colore più scuro); il labbro superiore ha tre denti corti e quello inferiore è diviso in due lacinie lesiniformi. La corolla è infundibuliforme, zigomorfa e gamopetala, di colore violetto o roseo-purpureo, con un tubo peloso vistosamente sporgente dal calice; è bilabiata, con labbro superiore bilobo più corto dell'inferiore (quest'ultimo trilobato, con base biancastra e lobo mediano smarginato). Frutti: Un tetrachenio costituito da quattro mericarpi (nucule) di forma obovoide, aguzzi all'apice e di colore brunastro. Fioritura: Giugno - Agosto.
Distribuzione e habitat
Tipo corologico: Orofita sud-europea. Distribuzione in Italia: Presente prevalentemente nelle aree montane e subalpine dell'Appennino centro-meridionale e sui rilievi insulari (come i Nebrodi e l'Etna). Habitat: Specie tendenzialmente calciofila (amante dei suoli ricchi di carbonato di calcio). Popola i prati e i pascoli alpini e subalpini, prediligendo stazioni aride, soleggiate e poco fertili su suoli sassosi, sfasciumi rocciosi e pendii franosi, in una fascia altitudinale compresa tra i 1000 e i 2700 metri s.l.m.
Etimologia
Genere (Ziziphora): Nome composto derivato dall'unione della parola greca zízyphon, ovvero giuggiolo e del verbo phoréo, ovvero portare. Il significato complessivo e il motivo del riferimento botanico rimangono oscuri.
Specie (granatensis): Epiteto geografico che fa diretto riferimento alla città di Granada (Granata) e alla catena montuosa della Sierra Nevada in Andalusia (Spagna), area in cui la pianta è stata storicamente raccolta e descritta.
Proprietà e utilizzi
Il clinopodio meridionale è una specie commestibile e officinale. Grazie al ricco fitocomplesso caratterizzato da oli essenziali, terpeni e tannini, alla pianta sono tradizionalmente riconosciute proprietà diaforetiche (che stimolano la sudorazione), febbrifughe, tonico-stimolanti, digestive e carminative (che favoriscono l'espulsione dei gas intestinali). Le foglie e le sommità fiorite, gradevolmente aromatiche, vengono raccolte ed essiccate per essere impiegate nella preparazione di tisane, infusi digestivi, liquori d'erbe e tinture madri.