L'Elmo Giallo del Lupo Avvelenato
Caratteristiche
Portamento: Pianta perenne, alta 50–120 (fino a 180) cm. Fusto: Foglioso ascendente od eretto, spesso sparsamente pubescente in alto, cilindrico e più o meno ramoso nell'infiorescenza. Foglie: Larghe da 15 a 30 cm, con le basali lungamente picciolate e lamina poligonale palmato-partita a 5–7 segmenti laciniati e rombici; le foglie cauline si presentano sessili e ancora più incise. Fiori: Infiorescenza a pannocchia ramosa con fiori zigomorfi giallo pallido e finemente pelosi, caratterizzati da un elmo (petalo modificato) alto fino a 35 mm, ovvero 2–3 volte più lungo della sua altezza. Frutti: Follicoli che si aprono longitudinalmente per liberare piccoli semi rugosi. Fioritura: Maggio-agosto.
Distribuzione e habitat
Tipo Corologico: Centroeuropea/Orofita sud-europea. Distribuzione in Italia: Presente in tutte le regioni dell'Italia continentale salvo che in Puglia, Sicilia e Sardegna. Habitat: Boscaglie, boschi submesofili, radure boschive, forre ombrose, macereti, arbusteti subalpini e megaforbieti, da 300 a 2100 m s.l.m.
Etimologia
Nome Generico (Aconitum): Dal greco akòniton = "che cresce sulle dure pietre". Nome Specifico (lycoctonum): Dai termini greci lycos = "lupo" e chthonos = "terra" (o uccidere), ovvero "strozzalupo".
Proprietà e utilizzi
Questa specie è classificata come officinale ma risulta estremamente tossica e mortale in ogni sua parte, specialmente nella radice, con un veleno capace di penetrare anche per semplice contatto cutaneo. La pianta contiene alcaloidi come la licaconitina e la mioctonina, sostanze pericolose quanto l'aconitina. Sebbene in passato sia stata indicata per il trattamento controllato di nevralgie, reumatismi o affezioni respiratorie, il suo impiego oggi è estremamente limitato e assolutamente da evitare in ambito domestico. Storicamente, il succo veniva utilizzato dalle popolazioni germaniche per avvelenare le punte delle frecce o esche di carne destinate a lupi e volpi.