Il Tappeto Bianco dei Boschi
Caratteristiche
Portamento: Pianta perenne, eretta, alta 20-40 cm. È provvista di un bulbo sottile e oblungo, avvolto da tuniche intere, biancastre e membranose, da cui si diparte uno scapo fiorale semicilindrico e vistosamente angoloso. Tutta la pianta emana un intenso odore agliaceo. Foglie: Generalmente in numero di 2, tutte basali, di forma ovale-lanceolata. Sono lunghe 10-20 cm, larghe 3-6 cm e provviste di un lungo picciolo alato (5-15 cm). La lamina ha un colore verde brillante e una consistenza tenera. Insieme all'Allium victorialis, è l'unico aglio selvatico ad avere foglie così larghe e grandi rispetto alle tipiche foglie lineari e strette del genere. Fiori: Riuniti in un'infiorescenza è posta alla sommità dello scapo ed è un'ombrella subsferica e irregolare, larga 3-6 cm, composta da 6-20 fiori. Prima della fioritura è interamente racchiusa da una spata cartacea (intera o divisa in 2-3 lobi) che cade precocemente (caduca). I singoli fiori hanno un peduncolo lungo fino a 2 cm e sono formati da 6 tepali bianchi e lanceolati (lunghi circa 1 cm), nettamente più lunghi degli stami. Frutti: Capsule triloculate che, giunte a maturità, si aprono longitudinalmente per fessurazione, lasciando fuoriuscire i semi neri e globosi. Fioritura: Aprile - Giugno.
Distribuzione e habitat
Tipo corologico: Eurasiatica. Distribuzione in Italia: Comune e presente in quasi tutte le regioni d'Italia, con particolare frequenza nelle zone collinari e montane fresche. Habitat: Popola i boschi di latifoglie (soprattutto faggete e querceti), luoghi ombrosi, freschi e umidi. Forma spesso colonie fittissime e spettacolari nelle vallecole umide e lungo i corsi d'acqua, prediligendo terreni fertili, profondi e ricchi di humus, dal piano fino alla fascia submontana (0 - 1500 metri s.l.m.).
Etimologia
Genere (Allium): Deriva dal latino classico allium, il cui etimo originario è dibattuto. Le ipotesi principali includono una radice indoeuropea *ālu- (erba amara), un prestito dal greco ἄγλις (áglis, testa d'aglio) di origine accadica, o un legame fonetico con il latino ala, ipotizzando l'immagine del bulbo diviso in "ali" (gli spicchi).
Specie (ursinum): Dal latino ursinus (degli orsi). Il riferimento è legato sia ai fitti ambienti boschivi in cui la pianta cresce, sia a un'antica credenza popolare secondo la quale gli orsi, appena svegliati dal letargo invernale, cercherebbero avidamente questa pianta per depurare l'organismo dalle tossine accumulate nei mesi di inattività.
Proprietà e utilizzi
Specie commestibile e officinale. Condivide le medesime proprietà dell'aglio comune (A. sativum), agendo come potente antielmintico (vermifugo), diuretico, stimolante gastrico, antisettico e coleretico (regolatore della bile). È un eccellente depurativo del sangue. Per uso esterno, le foglie fresche pestate e applicate come cataplasma hanno proprietà rubefacenti e lenitive contro ascessi e foruncoli.
Uso culinario: In primavera le foglie tenere, tritate finemente, sono ottime per insaporire insalate o per preparare un burro aromatico dal sapore delicato, meno pungente rispetto all'aglio coltivato. Si usano per aromatizzare zuppe, patate, uova e cicorie, aggiungendole rigorosamente a fine cottura per preservarne l'aroma. I bulbi possono sostituire in tutto e per tutto l'aglio comune.
Tradizionalmente si produce un condimento simile al pesto alla genovese, composto da circa il 40% di foglie fresche tritate, mandorle sminuzzate, sale, pepe e un'abbondante copertura di olio extravergine d'oliva, ottimo su pasta, patate lesse o pesce (come sgombro e merluzzo).
Prima della fioritura, le foglie di Allium ursinum possono essere facilmente scambiate con quelle del Mughetto (Convallaria majalis L.), che è una pianta altamente tossica. Il metodo infallibile per distinguerle consiste nello stropicciare le foglie tra le dita: quelle dell'aglio orsino emanano immediatamente un forte e inconfondibile odore agliaceo.