L’Erba Amara degli Antichi

Artemisia absinthium L.
Nome scientifico:
Artemisia absinthium L.
Nome comune:
Assenzio maggiore
Famiglia:
Asteraceae
Forma biologica:
Emicriptofita scaposa

Caratteristiche

Portamento: Pianta erbacea perenne e cespugliosa, alta 40–100 cm. Fusto: Eretto e legnoso alla base interamente ricoperto da una lanugine grigio-argentea. Foglie: Le basali sono lungamente picciolate e 2–3 volte pennatosette con aspetto piumoso, mentre le cauline risultano più piccole, subsessili e con pagina inferiore biancastra e setosa. Fiori: Piccoli capolini gialli di 3–4 mm, penduli e riuniti in pannocchie fogliose che si sviluppano lungo la parte superiore del fusto. Frutti: Achenio (o cipsela), ovvero un frutto secco indeiscente contenente un unico seme. Fioritura: Luglio-settembre.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Eurisiberiana. Distribuzione in Italia: Presente in tutte le regioni d'Italia salvo che in Sicilia, Sardegna e Puglia. Habitat: Cresce in luoghi aridi, sassosi o ruderali, lungo sentieri e terreni incolti, fino a 1100 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Artemisia): Deriva dalla dea Artemide, simbolo di protezione e guarigione femminile nella mitologia greca. Nome Specifico (absinthium): Dal greco apsínthion = "senza dolcezza", termine che allude al gusto estremamente amaro della pianta, divenuto storicamente emblema di dolore.

Curiosità

Nel XIX secolo l'assenzio divenne il componente essenziale del celebre liquore "absinthe", soprannominato la fata verde e considerato simbolo di ispirazione e sregolatezza per artisti bohémien del calibro di Baudelaire e Van Gogh. Tuttavia l'abuso della bevanda, a causa dell'accumulo di tujone, causava gravi disturbi neurologici noti come assenzismo, fenomeno che portò al divieto temporaneo del liquore in molti paesi europei e negli Stati Uniti agli inizi del Novecento.