La Corona Tossica di Dafne
Caratteristiche
Portamento: Arbusto sempreverde alto 60-140 cm. Fusti: Eretti e poco ramificati con foglie concentrate all'apice. Corteccia: Vira dal verde dei giovani getti al castano chiaro degli esemplari adulti. Rami: Carnosi, glabri e si biforcano in modo dicotomo. Foglie: Coriacee e lanceolate (3-13 cm), presentano una pagina superiore verde scuro lucente e una inferiore glauca. La disposizione è distintiva: le foglie inferiori sono ripiegate verso il basso, le mediane sono orizzontali e le apicali erette, formando un fitto ciuffo terminale che ricorda il lauro. Fiori: Giallo-verdastri e lievemente profumati, sono riuniti in racemi ascellari di 3-10 fiori che compaiono sui rami dell'anno precedente. L'ipanzio contiene stami disposti in due ordini, visibilmente sporgenti dal perigonio. Frutti: Drupe sferiche carnose di 6-8 mm. Durante la maturazione cambiano colore passando dal verde iniziale al rosso, fino a diventare nerastre e lucide a maturità completa. Fioritura: Gennaio-aprile.
Distribuzione e habitat
Tipo Corologico: Subatlantica/Submediterranea. Distribuzione in Italia: Presente in quasi tutto il territorio nazionale. Habitat: Tipica specie di sottobosco umido e ombroso, vegeta in boschi di latifoglie (faggete, querceti, castagneti) su suoli prevalentemente calcarei, tra i 300 e i 1500 m s.l.m.
Etimologia
Nome Generico (Daphne): Deriva dal greco antico e richiama la ninfa Dafne, che secondo la mitologia fu trasformata in un arbusto simile al lauro per sfuggire all'inseguimento del dio Apollo. Nome Specifico (laureola): Diminutivo latino di laurus (alloro), in riferimento alla somiglianza morfologica delle foglie con quelle dell'alloro, ma di dimensioni minori.
Proprietà e utilizzi
La dafne laurella è una specie estremamente tossica in ogni sua parte. Contiene dafnina, un glucoside cumarinico velenoso, e mezerina, una resina fortemente irritante concentrata soprattutto nelle radici e nei frutti. L'ingestione delle bacche è pericolosissima e può causare gravi infiammazioni del tratto digerente e sofferenza renale. Gli usi officinali storici come detergente o purgativo sono stati totalmente abbandonati a causa dell'indice di pericolosità. In ambito artigianale, gli steli venivano talvolta impiegati per intrecciare cappelli, mentre oggi la pianta è utilizzata in floricoltura come portainnesto resistente per specie di Daphne ornamentali più delicate.