Il Ditale Color Ruggine
Caratteristiche
Portamento: Pianta erbacea perenne che raggiunge i 40-100 cm di altezza. Foglie: Le foglie basali sono lanceolate e grandi (fino a 20 cm), con 7-9 nervature subparallele ben marcate; il margine è intero o appena dentellato con una fine pubescenza. Le foglie cauline sono simili ma decrescono progressivamente lungo il fusto fino a diventare brattee lineari in prossimità dei fiori. Fiori: Riuniti in racemi molto lunghi e densi, i fiori sono ermafroditi e inseriti all'ascella delle brattee. La corolla gamopetala ha la tipica forma a ditale, di colore giallo-ocra con un evidente reticolo rosso-brunastro all'interno. L'elemento distintivo della specie è il lobo mediano inferiore del fiore, che appare molto sporgente rispetto agli altri e internamente barbato. Frutti: Una capsula bivalve e rostrata (munita di un piccolo becco apicale) che contiene numerosi semi minuti. Fioritura: Giugno-agosto.
Distribuzione e habitat
Tipo Corologico: Orofita mediterranea nord-orientale. Distribuzione in Italia: Comune nelle zone montane dell'Italia meridionale e del versante adriatico/orientale. Habitat: Vegeta preferenzialmente in boschi cedui, radure boschive, pascoli degradati e zone incolte, tra i 500 e i 1700 m s.l.m.
Etimologia
Nome Generico (Digitalis): Dal latino digitus (dito), termine introdotto dal botanico Leonhart Fuchs nel XVI secolo per descrivere la forma della corolla, che ricorda perfettamente un ditale da cucito. Nome Specifico (ferruginea): Deriva dal latino ferrum (ferro) e indica il colore ruggine o bruno-rossiccio delle venature che decorano l'interno dei fiori.
Proprietà e utilizzi
La digitale bruna è una specie estremamente tossica. Come tutte le appartenenti al suo genere, contiene glicosidi cardioattivi (simili alla digitalina) che agiscono direttamente sulla forza e sulla frequenza delle contrazioni del muscolo cardiaco. Sebbene non sia la specie principale utilizzata dall'industria farmaceutica (che predilige la D. purpurea o la D. lanata), la sua pericolosità resta elevatissima: l'ingestione accidentale di qualsiasi parte della pianta può causare gravi aritmie, nausea, disturbi visivi e, nei casi peggiori, arresto cardiaco. Per questo motivo, il suo impiego è strettamente limitato all'ambito medico-scientifico controllato ed è assolutamente vietato l'uso domestico o erboristico.