Il Tappeto Piumoso della Quercia Alpina

Dryas octopetala L. subsp. octopetala
Nome scientifico:
Dryas octopetala L. subsp. octopetala
Nome comune:
Camedrio alpino
Famiglia:
Rosaceae
Forma biologica:
Camefita reptante

Caratteristiche

Portamento: Piccola pianta nana perenne, alta 8–12 cm. Fusti: Legnosi striscianti che formano fitti tappeti aderenti al suolo. Foglie: Tutte basali e picciolate, hanno una tipica forma ovale-oblunga con margini crenati che ricordano le foglie di quercia in miniatura. La pagina superiore è verde scuro, lucida e priva di peli, mentre quella inferiore è caratterizzata da un denso feltro bianco-tomentoso. Fiori: Solitari e vistosi (2–4 cm di diametro), emergono su lunghi peduncoli villosi privi di foglie. La corolla è solitamente composta da 8 petali ellittici di colore bianco candido (raramente 10), che circondano un fitto mazzo di stami giallo oro. Il calice è rivestito di setole scure e ghiandolifere. Frutti: Numerosi acheni che, a maturità, sviluppano una resta piumosa e setosa lunga fino a 3 cm. Fioritura: Giugno-agosto.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Circum-Artico-Alpina. Distribuzione in Italia: Comune lungo tutto l'arco alpino, diventa più rara e localizzata sull'Appennino settentrionale. Habitat: Specie pioniera calcalcicola, colonizza pascoli pietrosi, creste ventose, ghiaioni consolidati e rupi calcaree, tra i 1500 e i 2500 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Dryas): Dal greco drys (quercia), in riferimento alla somiglianza morfologica delle sue piccole foglie con quelle delle querce del genere Quercus. Nome Specifico (octopetala): Composto dai termini greci oktṓ (otto) e pétalon (petalo), per evidenziare il numero di petali che compongono la corolla, insolito per molte altre Rosaceae che presentano comunemente 5 petali.

Proprietà e utilizzi

Il camedrio alpino possiede proprietà officinali note alle popolazioni montane, che utilizzano le foglie in infusi o decotti per le loro doti toniche, astringenti e digestive. In ambito tradizionale, le foglie sono state impiegate per contrastare infiammazioni orofaringee e come componente del "tè svizzero", un rimedio popolare per alleviare le coliche addominali. Oltre all'uso fitoterapico, la pianta riveste un'importanza fondamentale in paleoclimatologia: i resti di polline di Dryas identificati negli strati geologici hanno dato il nome a importanti periodi freddi post-glaciali (il Dryas antico, medio e recente), fungendo da indicatore climatico per le epoche di raffreddamento globale.