Il Robusto Palo Veleno-Latteo
Caratteristiche
Portamento: Suffruttice perenne laticifero alto oltre 120 cm. Fusto: Rosso e spoglio alla base, mentre nella parte superiore è verde, pubescente e densamente foglioso. Al taglio, la pianta emette un caratteristico lattice bianco vischioso. Foglie: Sessili e fitte, sono disposte a spirale lungo il fusto. La lamina è lineare o oblanceolata (fino a 9 cm), di colore verde-bluastro superiormente e più chiara sotto, con nervatura centrale evidente. Le foglie inferiori sono riflesse, le mediane patenti e le apicali erette, spesso con il margine leggermente arrotolato verso il basso (revoluto). Fiori: Riuniti in un’infiorescenza composta da ciazi raggruppati in grandi ombrelle terminali. Il ciazio simula un fiore unico ed è costituito da un ricettacolo a coppa con vistose ghiandole nettarifere trapezoidali di colore rosso scuro o bruno. All'interno si trovano i fiori maschili ridotti a stami e un unico fiore femminile centrale con ovario supero tricarpellare. Frutti: Un coccario (capsula a tre lobi) globoso e peloso di circa 5 mm. A maturità si divide in tre parti, liberando semi grigio-argentei dotati di una caruncola conica, un'appendice carnosa che favorisce la dispersione. Fioritura: Febbraio-giugno.
Distribuzione e habitat
Tipo Corologico: Stenomediterranea. Distribuzione in Italia: Comune nelle regioni a clima mediterraneo, specialmente lungo le coste e nelle isole. Habitat: Specie eliofila e xerofila, vegeta in macchie solive, garighe, terreni aridi e incolti sassosi, dal livello del mare fino ai 1000 m s.l.m.
Etimologia
Nome Generico (Euphorbia): Deriva da Euforbo, medico di corte del Re Giuba II di Mauritania, che secondo la tradizione scoprì le proprietà medicinali e la pericolosità del lattice di queste piante. Nome Specifico (characias): Dal greco charax (palo o canna), probabilmente riferito al portamento rigido ed eretto dei fusti che ricordano dei piccoli sostegni legnosi.
Proprietà e utilizzi
L'euforbia cespugliosa è una specie officinale altamente tossica. Il lattice bianco è fortemente irritante per la pelle e corrosivo per le mucose, rappresentando un serio pericolo per gli occhi. Anche i semi sono tossici, storicamente usati come drastici purganti. La ricerca moderna (Università di Cagliari, 2009) ha tuttavia individuato una proteina nel suo estratto capace di inibire la crescita dei protozoi della leishmaniosi. In ambito ornamentale, è molto apprezzata nei giardini mediterranei per la struttura architettonica del fogliame sempreverde e il contrasto cromatico dei ciazi.
Curiosità
La pianta adotta una complessa strategia di diffusione nota come mirmecocoria. Inizialmente, i semi vengono lanciati meccanicamente fino a 3 metri dalla capsula (dispersione balistica). Successivamente, le formiche, attratte dall'elaiosoma (un'appendice ricca di grassi), trasportano i semi nei loro formicai; qui consumano solo la parte nutritiva e abbandonano il seme intatto in gallerie sotterranee protette e fertili, permettendo alla specie di espandersi fino a 70 metri di distanza dalla pianta madre.