Il Cipresso dei Maghi

Juniperus sabina L.
Nome scientifico:
Juniperus sabina L.
Nome comune:
Ginepro sabino
Famiglia:
Cupressaceae
Forma biologica:
Fanerofita cespugliosa/Fanerofita strisciante

Caratteristiche

Portamento: Arbusto resinoso sempreverde dalla crescita contenuta, che solitamente non supera gli 1–1.5 m di altezza. Si caratterizza per una struttura molto ramificata e una chioma irregolare dal portamento tipicamente prostrato e strisciante. Fusto: Robusto e contorto, suddividendosi in rami vigorosi già in prossimità del suolo. Corteccia: Di colore bruno o bruno-ocra-rossiccio, con la tendenza a sfibrarsi e distaccarsi in placche sottili. Foglie: Le foglie giovanili sono aghiformi e molto acute (4–6 mm), mentre quelle adulte sono squamiformi, lunghe 1–2.5 mm e strettamente appressate al rametto. Il colore è verde intenso sulla faccia esterna e verde glauco su quella interna. Organi riproduttivi: Raggruppati in coni maschili e femminili in individui separati. I coni maschili sono ovali o sub-globosi, lunghi circa 2-4 mm, di colore inizialmente giallastro o bruno-chiaro, contenenti il polline. I coni femminili sono piccoli (5-7 mm), globosi o ovoidali, portati su brevi peduncoli ricurvi. A maturità diventano carnosi, di colore blu-nerastro e pruinosi. Fioritura: Marzo-giugno.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Circumboreale. Distribuzione in Italia: Presente stabilmente lungo tutto l'arco alpino e sui rilievi dell'Appennino centro-meridionale. Habitat: Specie eliofila, predilige i pendii soleggiati, le rupi calcaree, i detriti e i boschi montani molto radi. La sua presenza è tipica delle stazioni comprese tra i 1300 e i 2000 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Juniperus): Riferito alla dea Giunone (Iuni-perus), protettrice della fertilità e del parto, legame che richiama ironicamente gli usi antichi della pianta. Nome Specifico (sabina): Richiama la Sabina, regione storica dell'Italia centrale (attuale reatino), dove la pianta era anticamente molto diffusa e conosciuta.

Proprietà e utilizzi

Il ginepro sabino è una specie officinale estremamente tossica e potenzialmente letale per l'uomo e gli animali. L'intera pianta contiene oli essenziali pericolosi come il sabinene e il sabinolo, oltre a resine e tannini. In passato, la medicina popolare impiegava i suoi estratti come emostatici o contro i reumatismi, ma l'uso più tristemente noto era quello come potente abortivo, pratica estremamente rischiosa che causava spesso la morte della donna per emorragie o avvelenamento. Per questa ragione e per il suo portamento misterioso, è noto anche come "cipresso dei maghi": le sue fronde venivano usate come amuleti contro i sortilegi. I Romani lo utilizzavano nei riti funebri come sostituto dell'incenso, bruciandone i rami come simbolo di immortalità.