Il Cuore Bianco della Tradizione Molisana
Caratteristiche
Portamento: Pianta erbacea annuale, pubescente, con fusto eretto o rampicante a sezione cilindrica o esagonale. Si tratta di un ecotipo autoctono molisano strettamente legato ai ritmi biologici tradizionali.
Foglie: Alterne e ternate, composte da tre foglioline di forma ovato-acuminata e con il margine intero. Fiori: Ermafroditi dalla tipica struttura papilionacea dei fagioli comuni, di colore variabile dal bianco candido al lilla.
Frutti: Un legume (baccello) pendulo, mucronato e subtoruloso (leggermente strozzato tra un seme e l'altro), che racchiude i semi e va sgusciato a piena maturazione. Il seme ha la caratteristica forma reniforme, è di colore interamente bianco ed è rivestito da un tegumento estremamente sottile, che conferisce al legume un'altissima digeribilità.
Ciclo colturale: La semina si effettua in primavera, tra fine marzo e inizio aprile, adottando sesti di impianto di 80 cm tra le file e 40 cm sulla fila. La raccolta avviene a fine estate (fine agosto – inizio settembre), momento in cui i baccelli si presentano ben secchi sulla pianta e i semi sono pienamente sviluppati.
Distribuzione e habitat
Varietà locale originaria dell'omonima contrada "Paolina" nel comune di Riccia, in provincia di Campobasso (Molise). La coltivazione del fagiolo nel territorio di Riccia affonda le sue radici alla fine del Settecento. In quel periodo storico, le dure carestie e la forte crescita demografica spinsero la popolazione locale a convertire ampie aree destinate alla pastorizia in terreni agricoli. Il fagiolo divenne rapidamente la principale e più economica fonte proteica ("la carne dei poveri") per il sostentamento delle famiglie contadine. Il legame identitario con la comunità è così forte da aver ispirato la letteratura locale: negli anni ’20 del Novecento, il celebre poeta dialettale riccese Michele Cima ne cantava l'importanza nella sua poesia “A certe chiante de fasciole e sciure” (A certe piante di fagioli e fiori), a testimonianza di una centralità culinaria e sociale assoluta.
Proprietà e utilizzi
Varietà locale originaria dell'omonima contrada "Paolina" nel comune di Riccia, in provincia di Campobasso (Molise). La coltivazione del fagiolo nel territorio di Riccia affonda le sue radici alla fine del Settecento. In quel periodo storico, le dure carestie e la forte crescita demografica spinsero la popolazione locale a convertire ampie aree destinate alla pastorizia in terreni agricoli. Il fagiolo divenne rapidamente la principale e più economica fonte proteica ("la carne dei poveri") per il sostentamento delle famiglie contadine. Il legame identitario con la comunità è così forte da aver ispirato la letteratura locale: negli anni ’20 del Novecento, il celebre poeta dialettale riccese Michele Cima ne cantava l'importanza nella sua poesia “A certe chiante de fasciole e sciure” (A certe piante di fagioli e fiori), a testimonianza di una centralità culinaria e sociale assoluta.
Curiosità
Nel 2011 è stato selezionato tra i 20 ingredienti d'eccellenza per la preparazione della “Zuppa dell’Unità d’Italia”, piatto che ha conquistato il primo posto al prestigioso festival nazionale “I Primi d’Italia” di Foligno.