L'Anima Scura dei Pascoli Alpini

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Nome scientifico:
Plantago atrata Hoppe
Nome comune:
Piantaggine nera
Famiglia:
Plantaginaceae
Forma biologica:
Emicriptofita rosulata

Caratteristiche

Portamento: Pianta erbacea perenne dotata di un rizoma legnoso e verticale, caratterizzata da una rosetta di foglie aderente al suolo da cui si eleva lo scapo fiorale, raggiungendo un'altezza compresa tra i 5 e i 40 cm. Fusto: Privo di foglie (afillo), di forma cilindrica e privo di scanalature. Presenta una pelosità variabile: i peli sono patenti (dritti e sporgenti) nella parte inferiore, mentre diventano appressati (aderenti al fusto) verso l'alto, in prossimità dell'infiorescenza. Foglie: Tutte basali e disposte a rosetta secondo un ordine spiralato. La lamina varia da lineare a lanceolata, è piana e percorsa da 3–7 nervi paralleli ben evidenti. Le dimensioni oscillano tra 7–14 mm di larghezza e 5–30 cm di lunghezza. Il bordo è generalmente intero, talvolta con rari dentelli sparsi, e la superficie appare villosa. Fiori: Riuniti in una spiga densa e molto compatta di colore bruno scuro, con forma ovale. Le brattee sono quasi rotonde o reniformi, di colore scuro con una carena centrale verdastra. Ogni fiore presenta una corolla membranosa a 4 lobi patenti e 4 stami con antere giallo-brune che sporgono notevolmente dalla corolla per favorire l'impollinazione anemocora. Frutti: Un pissidio, una particolare capsula ovale marrone che a maturità si apre trasversalmente tramite un "coperchio" per rilasciare uno o due semi dalla superficie rugosa. Fioritura: Maggio-luglio.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Orofita sud-europea. Distribuzione in Italia: È presente in quasi tutte le regioni italiane, seguendo la dorsale appenninica e l'arco alpino. Habitat: Si rinviene tipicamente nei pascoli alpini e subalpini, prediligendo praterie di alta quota. Colonizza ambienti montani in un intervallo altitudinale compreso tra i 900 e i 2700 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Plantago): Deriva dal termine latino plánta (pianta del piede). Il riferimento è legato alla forma delle foglie di alcune specie di questo genere (come P. major), che ricordano l'impronta lasciata da un piede sul terreno. Nome Specifico (atrata): Dal latino áter (nero, oscuro). L'epiteto fa riferimento al colore bruno-nerastro dell'infiorescenza, che conferisce alla pianta un aspetto "cupo" o "di lutto" rispetto ad altre piantaggini più chiare.

Proprietà e utilizzi

Come molte altre piantaggini, possiede proprietà officinali minori, venendo talvolta utilizzata in medicina popolare come vulneraria (per rimarginare ferite) o per lenire le punture di insetti, grazie alla presenza di mucillagini e tannini nelle foglie.