Il Frutto Conico di Era
Caratteristiche
Portamento: Albero che può raggiungere i 18–20 metri in condizioni ottimali, sebbene si presenti spesso in forma più ridotta o arbustiva. Rami: I rami giovani sono frequentemente spinescenti, un carattere tipico della forma selvatica. Corteccia: Grigio-brunastra che, con l'invecchiamento, si fessura in caratteristiche placche quadrangolari molto regolari. Foglie: Decidue e alterne, provviste di un lungo picciolo. La lamina ha una forma variabile da ovata a cordata con apice acuto e margine finemente dentato. Inizialmente si presentano tomentose, diventando poi glabrescenti e lucenti a maturità; la pagina superiore è verde scuro, mentre quella inferiore è più chiara. Fiori: Riuniti in corimbi eretti portati da peduncoli tomentosi. Il calice è peloso e diviso in 5 lacinie. La corolla è composta da 5 petali bianchi, talvolta soffusi di rosa sulla faccia esterna. Al centro spiccano numerosi stami con antere rosso-porpora, carattere che aiuta a distinguerlo dal melo. Frutti: Un pomo di forma piriforme (la classica pera), botanicamente un falso frutto derivante dall'ingrossamento del ricettacolo. Contiene semi ovati, lisci e di colore bruno-nerastro. Diventa commestibile e zuccherino solo a completa maturazione. Fioritura: Marzo-maggio.
Distribuzione e habitat
Tipo Corologico: Europea-caucasica. Distribuzione in Italia: È presente in tutte le regioni del territorio nazionale. Habitat: Si incontra frequentemente nei boschi di latifoglie, negli arbusteti e ai margini delle radure, dal livello del mare fino ai 1400 m s.l.m.
Etimologia
Nome Generico (Pyrus): Deriva dal termine greco pyr (fuoco), in riferimento alla forma conica dei frutti che, anticamente, si riteneva ricordasse quella di una fiamma. Nome Specifico (communis): Aggettivo latino che ne sottolinea la grande diffusione e la familiarità della specie presso le popolazioni locali.
Proprietà e utilizzi
Il pero selvatico è una specie fondamentale sia in ambito agricolo che officinale. I frutti sono ricchi di zuccheri semplici, fibre (pectine), potassio e Vitamina C, agendo come rinfrescanti e regolatori del transito intestinale. Mentre le varietà coltivate sono selezionate per il consumo fresco e la trasformazione in succhi o marmellate, i frutti della specie selvatica, originariamente aspri, richiedono l'ammezzimento (maturazione su paglia) per diventare appetibili. Il legno è estremamente pregiato: bruno-rossastro, a grana finissima e compatto, non si scheggia facilmente, rendendolo ideale per l'ebanisteria di lusso, la fabbricazione di strumenti da disegno e blocchi per la xilografia.
Curiosità
Storicamente, l'albero era circondato da una forte aura simbolica: consacrato alla luna e alla dea Era (la cui statua a Micene era scolpita proprio in questo legno), era anche legato ad Afrodite per la forma del frutto, interpretato come simbolo di fecondità.