La Radice Medicinale dei Barbari

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Nome scientifico:
Rheum palmatum L.
Nome comune:
Rabarbaro palmato
Famiglia:
Polygonaceae
Forma biologica:
Geofita rizomatosa

Caratteristiche

Portamento: Pianta erbacea perenne di dimensioni imponenti, capace di raggiungere i 2–3 metri di altezza durante la fioritura. Foglie: Elemento distintivo della specie per le loro dimensioni eccezionali (4–10 dm). Il picciolo è robusto e lungo circa quanto la lamina. Quest'ultima è cuoriforme e presenta una venatura palmata con 3 nervi principali (più due basali minori). Il margine è profondamente inciso in numerosi lobi acuti, conferendo alla foglia la tipica forma simile al palmo di una mano. Fiori: Riuniti in una grande pannocchia ramosa con l'asse ricoperto da una leggera peluria (pubescente). I fiori sono piccoli ma numerosi, caratterizzati da un colore rosso-violaceo intenso. Frutti: Un achenio di forma obcordata, provvisto di tre ali membranose di colore violaceo che ne facilitano la dispersione tramite il vento. Fioritura: Maggio-luglio.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Asia. Distribuzione in Italia: Non è una specie spontanea; viene introdotta e coltivata principalmente in orti botanici o giardini privati a scopo ornamentale e officinale. Habitat: Predilige terreni profondi, ricchi di sostanza organica e climi freschi, tra gli 800 e i 1500 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Rheum): Deriva dal termine greco rheu (radice); l'espressione antica rheu barbarum indicava letteralmente la "radice dei barbari", da cui è derivato il termine italiano rabarbaro. Nome Specifico (palmatum): Dal latino palma (palmo della mano), in riferimento alla profonda incisione dei lobi fogliari che ricalca la forma di una mano aperta.

Proprietà e utilizzi

Il rabarbaro cinese vanta una storia millenaria, citato nei testi medici cinesi già nel 2700 a.C. e un tempo merce preziosissima lungo la Via della Seta. I rizomi sono ricchi di derivati antrachinonici e tannini, che conferiscono proprietà bifasiche: a basse dosi agiscono come digestivi e astringenti, mentre a dosi maggiori hanno un potente effetto lassativo e catartico. Possiede inoltre virtù depurative e colagoghe (stimola la produzione di bile). In ambito culinario, si utilizzano esclusivamente i piccioli carnosi dal sapore acidulo, impiegati soprattutto nella pasticceria anglosassone per torte, composte e dessert. Tuttavia, la sua versatilità ne permette l'uso anche in ricette salate, antipasti e primi piatti. È fondamentale ricordare che le foglie (lamine) non devono essere consumate, poiché contengono elevate concentrazioni di acido ossalico, potenzialmente tossico.