L'Ombra Spinosa dalle Foglie d'Olmo
Caratteristiche
Portamento: Arbusto perenne sempreverde dal carattere sarmentoso e rampicante, sostenuto da una robusta radice legnosa capace di emettere numerosi polloni. Fusti: Lunghi da 50 cm a 3 metri; inizialmente sub-eretti, tendono poi ad arcuarsi verso il suolo dove la gemma apicale può radicare dando vita a una nuova pianta (moltiplicazione per propaggine). Di colore violaceo o rossastro e sono ricoperti di pruina. Sono armati di aculei robusti, allargati alla base e ricurvi a uncino. Foglie: Palmate e provviste di picciolo, composte solitamente da 5 foglioline (raramente 3). La fogliolina terminale è obovata, mentre i segmenti laterali sono obovato-acuminati con margini irregolarmente dentati. È evidente il contrasto cromatico tra la pagina superiore, verde scuro e lucida, e quella inferiore, densamente bianco-tomentosa. Fiori: Riuniti in una pannocchia terminale a forma piramidale. I fiori presentano un calice con 5 sepali bianco-tomentosi, riflessi verso il basso dopo la fioritura. La corolla è composta da 5 petali di colore rosa intenso (più raramente bianchi), di forma ovale e lunghi 9–13 mm. Frutti: Un'infruttescenza composta chiamata polidrupa (mora), formata da numerose piccole drupeole carnose nere e lucide a maturità. Fioritura: Aprile-luglio.
Distribuzione e habitat
Tipo Corologico: Eurimediterranea. Distribuzione in Italia: Estremamente comune e presente in tutte le regioni, dalle zone litoranee fino alla montagna. Habitat: Vegeta in terreni incolti, margini di sentieri, boschi ripariali, siepi e aree antropizzate, dal livello del mare fino ai 1400 m s.l.m.
Etimologia
Nome Generico (Rubus): Dal latino ruber (rosso), con riferimento al colore dei frutti immaturi o del succo prodotto dalle drupeole. Nome Specifico (ulmifolius): Composto da Ulmus (Olmo) e folium (foglia), per la somiglianza morfologica delle singole foglioline con quelle del genere Ulmus.
Proprietà e utilizzi
Il rovo comune è una pianta officinale nota fin dall'antichità; i Romani masticavano le foglie per arrestare le emorragie gengivali. Grazie all'alto contenuto di tannini e acidi organici, foglie e radici hanno proprietà astringenti, antinfiammatorie e ipoglicemizzanti, risultando efficaci contro flogosi del cavo orale e infiammazioni intestinali. Le more sono frutti nutrienti, ricchi di Vitamine A e C, calcio e ferro. Vengono consumate fresche o trasformate in marmellate, sciroppi e gelatine. I semi sono inoltre una fonte preziosa di acidi grassi Omega-3 e Omega-6. I sarmenti lunghi e flessibili, una volta privati delle spine, vengono impiegati per intrecciare cesti rustici molto resistenti. Secondo una curiosa tradizione popolare, le more non andrebbero raccolte dopo il 29 settembre (San Michele), poiché si crede che il demonio "ci sputi sopra", rendendole amare o guaste (credenza probabilmente legata al deterioramento naturale dei frutti con l'umidità autunnale).