L'Erba Sapone degli Antichi

Saponaria officinalis L.
Nome scientifico:
Saponaria officinalis L.
Nome comune:
Saponaria comune
Famiglia:
Caryophyllaceae
Forma biologica:
Emicriptofita scaposa

Caratteristiche

Portamento: Pianta erbacea perenne che può raggiungere 1 metro di altezza. Fusti: Eretti o ascendenti, cilindrici, generalmente glabri (o con una leggerissima pubescenza) e possono presentarsi parzialmente legnosi alla base nelle piante più vecchie. Foglie: Disposte in modo opposto lungo il fusto. Hanno forma ovale o oblunga, sono leggermente ricurve e presentano 3–5 nervature longitudinali molto evidenti sulla pagina inferiore. Fiori: Riuniti in cime compatte poste all'apice degli steli. Presentano un calice tubuloso, spesso sfumato di violaceo, e una corolla formata da 5 petali di colore rosa (più o meno intenso) leggermente smarginati all'apice. Emanano un profumo delicato che si intensifica durante le ore serali per attirare gli impollinatori notturni. Frutti: Una capsula oblungo-piriforme che a maturità si apre (deiscente) mediante 4 denti apicali. Al suo interno sono contenuti numerosi piccoli semi neri, di forma reniforme (a fagiolo), con la superficie ricoperta da minuscole protuberanze. Fioritura: Maggio-settembre.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Eurisiberiana. Distribuzione in Italia: Comune e presente in tutte le regioni italiane. Habitat: Si rinviene lungo le rive dei corsi d'acqua, in ambienti ruderali, scarpate e aree antropizzate. È frequente trovarla nei pressi di vecchi opifici lanieri o siti industriali storici, testimonianza della sua antica coltivazione. Vegeta dal livello del mare fino ai 1000 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Saponaria): Dal latino sapo (sapone), dovuto alla presenza di saponine che, agitate in acqua, generano una schiuma detergente persistente. Nome Specifico (officinalis): Deriva dal latino officina (laboratorio), a indicare il suo storico impiego nelle preparazioni farmaceutiche ed erboristiche.

Proprietà e utilizzi

La saponaria comune è una specie officinale tossica a causa dell'alto contenuto di saponine, che hanno un effetto fortemente irritante sulle mucose e sull'apparato digerente; per questo motivo l'uso interno è oggi quasi del tutto abbandonato. In passato era utilizzata per le sue proprietà depurative, sudorifere ed espettoranti in caso di gotta o bronchiti croniche. Ippocrate la citava come depurativo, mentre i medici arabi la impiegavano nella cura della lebbra e, nel XVII secolo, venne proposta come rimedio contro la sifilide. Sin dall'VIII secolo a.C., gli Assiri la utilizzavano come sapone. È stata per secoli il detergente d'elezione per sgrassare la lana dei tappeti in Asia e per il lavaggio di tessuti delicati come seta e pizzi preziosi prima dell'avvento dei prodotti sintetici. Ancora oggi, il suo decotto è considerato il miglior rimedio per pulire e ridare splendore ai tessuti antichi nei restauri museali. In dermatologia, impacchi di saponaria possono essere utili per acne e psoriasi, ma è necessario prestare estrema attenzione poiché il contatto con gli occhi può causare gravi irritazioni.