La Spiga Angolosa dell'Aquilano

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Nome scientifico:
Goniolimon tataricum (L.) Boiss. subsp. italicum (Tammaro, Pignatti & Frizzi) Buzurović
Nome comune:
Limonio aquilano
Famiglia:
Plumbaginaceae
Forma biologica:
Emicriptofita rosulata

Caratteristiche

Portamento: Pianta erbacea perenne con rosetta basale di foglie appressate al suolo e scapo fiorale che può raggiungere i 40 cm. Foglie: Coriacee, di forma spatolata o oblanceolata, con un apice spesso munito di una piccola punta (mucrone). Di colore verde-glauco, spesso ricoperte da una sottile secrezione salina o calcarea. Fiori: Riuniti in un’infiorescenza corimbosa, simile a un ombrello. I fiori sono raggruppati in spighette monoflore (con un solo fiore ciascuna), protette da brattee pubescenti-ghiandolari e fortemente carenate, ovvero provviste di una sporgenza simile alla chiglia di una nave. Frutti: Un achenio monospermo, tipico della famiglia, che protegge l'unico seme fino alla dispersione. Fioritura: Giugno-luglio.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Endemica italiana. Distribuzione: Si tratta di un endemismo abruzzese di estrema rarità. La sua presenza è circoscritta esclusivamente a pochissime stazioni localizzate nei pressi della città dell'Aquila. Habitat: Vive in praterie steppiche e prati aridi montani che si sviluppano su substrati calcarei, tra i 700 e gli 800 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Goniolimon): Deriva dall'unione del greco gónia (angolo) e limon (prato o pianta di mare/palude, in riferimento al genere affine Limonium). Il nome sottolinea la peculiare sezione angolosa dei fusti fioriferi. Nome Specifico (tataricum): Riferimento alla Tartaria, vasta regione geografica dell'Asia centrale e orientale; tuttavia, l'entità italiana è oggi riconosciuta come una sottospecie distinta. Nome Sottospecifico (italicum): Aggettivo che identifica l'Italia come area geografica di origine.

Curiosità

Il limonio aquilano rappresenta una delle entità botaniche più minacciate e preziose della flora italiana. Essendo un endemismo puntiforme (presente in un'area estremamente ristretta), è classificato come specie in pericolo critico nelle Liste Rosse regionali e nazionali. La sopravvivenza delle sue popolazioni è legata alla tutela dei pascoli calcarei aquilani dall'antropizzazione, dall'abbandono delle pratiche di pascolo tradizionale e dall'espansione delle aree urbane.