La Gemma Perduta degli Appennini
Caratteristiche
Portamento: Pianta erbacea perenne, glabra e dalle dimensioni contenute. Trattandosi di una geofita, trascorre la stagione avversa sotto forma di tubero sotterraneo, producendo all'inizio della primavera un asse fiorale eretto e delicato. Foglie: Compaiono generalmente insieme ai fiori o subito dopo; sono composte, profondamente divise in segmenti lobati e mostrano una colorazione verde-glauca. Presentano una consistenza tenera, tipica delle piante sciafile (amanti dell'ombra) che crescono nel sottobosco. Fiori: Riuniti in una cima racemosa terminale che porta piccoli fiori ermafroditi. Il perianzio è composto da petali di colore giallo vivo. Rispetto alla sottospecie nominale balcanica (subsp. scipetarum), questa sottospecie italiana presenta differenze morfologiche diagnostiche microscopiche: un rapporto inferiore tra la lunghezza degli stami e quella dei petali (stami più corti) e un minore rapporto tra la lunghezza dello stilo e quella del carpello. Frutti: Una capsula membranosa che a maturità si fessura precocemente. Questa caratteristica espone i semi immaturi prima del tempo, lasciandoli visibili e "nudi" sulla pianta. Fioritura: Marzo - Aprile
Distribuzione e habitat
Tipo corologico: Endemica italiana. Distribuzione in Italia: Specie rarissima ed esclusiva (endemismo puntiforme) dell'Appennino meridionale. È localizzata in un'area forestale molto ristretta tra i Monti della Maddalena nel territorio di Padula (Salerno). Habitat: Vegeta esclusivamente nel sottobosco di ambienti forestali freschi e ombrosi (faggete e boschi misti mesofili), su suoli ricchi di humus, in una fascia altitudinale di circa 1000 metri s.l.m.
Etimologia
Genere (Gymnospermium): Deriva dall'unione delle parole greche γυμνός (gymnós, nudo) e σπέρμα (spérma, seme). Il nome fa esplicito riferimento alla particolarità del frutto, il cui pericarpo membranoso si rompe molto presto durante lo sviluppo, lasciando i semi immaturi scoperti e visibili all'esterno.
Specie (scipetarum): L'epiteto deriva dal termine albanese Shqipëtar (Albanese, "Figlio delle Aquile"). Indica l'origine geografica della specie, descritta originariamente a partire da popolazioni rinvenute in Albania
Sottospecie (eddae): L'epiteto è dedicato a Edda Lattanzi, eminente e storica botanica italiana, specialista del genere Rosa. La pianta è stata scoperta e descritta in suo onore durante i preparativi di un'escursione sul campo della Società Botanica Italiana da lei fortemente promossa.
Curiosità
È considerata una specie minacciata a causa dell'esiguità delle sue popolazioni e del suo microhabitat estremamente specifico.