La Lanterna dei Boschi

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Nome scientifico:
Helleborus viridis L. subsp. bocconei (Ten.) Peruzzi
Nome comune:
Elleboro di Boccone
Famiglia:
Ranunculaceae
Forma biologica:
Geofita rizomatosa

Caratteristiche

Portamento: Pianta erbacea perenne alta dai 20 ai 50 cm, caratterizzata da un apparato radicale rizomatoso di colore bruno. Il fusto fiorale ha la particolarità di svilupparsi e vegetare prima delle foglie. Foglie: Le foglie basali sono talvolta svernanti, provviste di un lungo picciolo (30-40 cm) e divise in 5-7 segmenti lineari-lanceolati; questi appaiono grossolanamente dentati (4-8 mm) e divisi almeno fino alla metà, con i segmenti laterali a loro volta spartiti in 2-4 sub-segmenti. La pagina superiore è di colore verde chiaro, mentre quella inferiore mostra nervature lievemente pubescenti. Le foglie bratteali (poste sotto il fiore) sono divise in circa 3 segmenti, con quello centrale quasi sempre triforcato. Fiori: Grandi e tipicamente rivolti verso il basso (reclinati), sono portati da un peduncolo di 7-10 mm. Presentano inizialmente una colorazione bianchiccia che tende successivamente al verde chiaro. Sono composti da 5 tepali di forma ovale o subrotonda, numerosi stami di colore verde e 10 nettari. Frutti: Un polifollicolo formato da 2-5 follicoli accoppiati, provvisti di un'appendice apicale (rostro) lunga meno della metà del corpo del follicolo stesso. A maturazione i follicoli si aprono longitudinalmente rilasciando piccoli semi di colore brunastro. Fioritura: Dicembre-Maggio.

Distribuzione e habitat

Tipo corologico: Endemica italiana. Distribuzione in Italia: Specie presente allo stato spontaneo esclusivamente nel territorio italiano, concentrata principalmente nelle regioni dell'Italia centro-meridionale. Habitat: Diffuso in ambienti freschi e ombrosi, vegeta prevalentemente in boschi cedui, radure, chiarie, margini boschivi, siepi e scarpate, dal livello del mare a 1700 metri di quota.

Etimologia

Genere (Helleborus): Denominazione introdotta dal botanico Tournefort. Esistono due interpretazioni principali: la prima fa risalire il nome al termine semitico helebar, che in greco indicava una pianta usata per curare la follia; la seconda ipotesi, più legata alla biologia della pianta, lo fa derivare dall'unione dei termini greci helein (far morire) e boros (edace, che divora), traducibile come "pianta che consuma la vita" a causa della sua estrema tossicità.

Specie (viridis): Epiteto latino che significa letteralmente "verde". Si riferisce alla caratteristica e insolita colorazione interamente verde o verde-chiara dei tepali del fiore, che si confondono facilmente con il fogliame circostante.

Specie (bocconei): L'epiteto specifico (spesso trattato come sottospecie o specie a seconda degli autori) è un omaggio al celebre botanico e naturalista siciliano Paolo Boccone (1633-1703).

Proprietà e utilizzi

Specie officinale tossica. Nota storicamente nella tradizione rurale con il nome di "erba nocca". In medicina veterinaria empirica veniva utilizzata per curare ("annoccare") il bestiame (caprini, suini, canidi e bovini) affetto da gravi infezioni. Praticando un'incisione nella carne dell'animale malato, vi si introduceva un frammento di radice di elleboro; il rilascio locale di un potente alcaloide, l'elleborina, scatenava una fortissima reazione infiammatoria locale stimolando le difese immunitarie dell'organismo e accelerando la maturazione e lo spurgo del "bubbone" infettivo. Gli animali sottoposti a questa pratica invasiva restavano contrassegnati da evidenti cicatrici ed erano facilmente riconoscibili e deprezzati sul mercato.