La Stella Appenninica delle Nevi

Leontopodium nivale (Ten.) É.Huet & A.Huet ex Hand.-Mazz.
Nome scientifico:
Leontopodium nivale (Ten.) É.Huet & A.Huet ex Hand.-Mazz.
Nome comune:
Stella alpina dell'Appennino
Famiglia:
Asteraceae
Forma biologica:
Emicriptofita scaposa

Caratteristiche

Portamento: Piccola pianta erbacea perenne che raramente supera i 5 cm di altezza. Fusto: Molto abbreviato, quasi del tutto compresso al suolo, conferendo alla pianta un aspetto a cuscinetto. Foglie: Le foglie basali hanno una forma spatolata e sono densamente tomentose su entrambe le pagine. Le foglie cauline superiori si trasformano in brattee bratteali che circondano l'infiorescenza. Fiori: Riuniti in un’infiorescenza composta da una raggiera di foglie modificate (brattee) bianco-lanose che racchiudono un gruppo di piccoli capolini. Solitamente si osserva un capolino centrale più grande circondato da circa 5 capolini minori. I fiori veri e propri, situati all'interno dei capolini, sono di colore giallo-paglierino. Frutti: Un achenio monospermo atto alla dispersione anemocora. Fioritura: Maggio-luglio.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Subendemica. Distribuzione: Rappresenta una delle specie più rare e preziose della flora italiana, localizzata solo in pochissime stazioni isolate dell'Appennino Centrale (principalmente Gran Sasso e Majella). Habitat: Vegeta esclusivamente su rupi calcaree, ghiaioni consolidati e zone di cresta esposte, tra i 2200 e i 2800 m s.l.m., in ambienti caratterizzati da innevamento prolungato.

Etimologia

Nome Generico (Leontopodium): Deriva dall'unione delle parole greche lèon (leone) e poùs (piede). L'etimologia "piede di leone" si riferisce alla forma complessiva dell'infiorescenza che, con le sue brattee villose, ricorda l'impronta di una zampa felina. Nome Specifico (nivale): Dal latino nivalis (della neve), termine che sottolinea il legame indissolubile della specie con le vette più alte e i climi nivali.

Curiosità

La stella alpina dell'Appennino è un relitto glaciale di inestimabile valore scientifico e biogeografico. A causa dell'estrema esiguità delle popolazioni e della specificità del suo habitat, la specie è inserita nella Lista Rossa della Flora Italiana come vulnerabile e gode di una protezione rigorosa a livello nazionale e regionale. È tassativamente vietata la raccolta di qualsiasi parte della pianta. Rispetto alla Stella alpina delle Alpi (Leontopodium nivale subsp. alpinum), la sottospecie appenninica si distingue per le dimensioni più contenute e per la pelosità ancora più densa, adattamenti necessari per sopravvivere nelle condizioni di estrema aridità e insolazione delle creste appenniniche calcaree.