La Felce dei Muri

Asplenium ruta-muraria L. subsp. ruta-muraria
Nome scientifico:
Asplenium ruta-muraria L. subsp. ruta-muraria
Nome comune:
Asplenio Ruta di muro
Famiglia:
Aspleniaceae
Forma biologica:
Emicriptofita rosulata

Caratteristiche

Portamento: Pianta erbacea perenne e glabra, alta fino a 15 cm, sostenuta da una radice rizomatosa corta, strisciante e ramificata il cui apice è rivestito da squame membranose castano scuro. Fronde: Fascicolate con stipite verde (castano alla base) e lamina bipennata di consistenza coriacea e colore verde cinereo; i segmenti sono composti da 2–5 paia di pinnule picciolate con margini denticolati e forma irregolarmente romboidale. Organi riproduttivi: Sori di forma lineare-allungata, contenenti le spore, inizialmente distinti e poi confluenti a maturità, che coprono quasi interamente la pagina inferiore delle pinnule. Sporulazione: Giugno-ottobre.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Circumboreale. Distribuzione in Italia: Presente su tutto il territorio italiano, dalle zone costiere fino alle vette montane. Habitat: Specie tipicamente rupicola e muricola, cresce comunemente su vecchi muri e nelle fenditure delle rocce calcaree in un ampio intervallo altitudinale che va da 0 a 2600 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Asplenium): Dal greco asplénos, termine usato da Dioscoride derivato dal prefisso privativo a- e splén (milza), poiché la pianta era ritenuta anticamente capace di curare i disturbi legati a questo organo. Nome Specifico (ruta-muraria): Composto da ruta, per l'aspetto delle fronde che ricordano le foglie del genere Ruta, e muraria (da murarius), in riferimento all'ambiente murale prediletto per la sua crescita.

Proprietà e utilizzi

In ambito etnobotanico, questa piccola felce condivide alcune delle proprietà associate al genere Asplenium, venendo talvolta impiegata nella medicina popolare per le sue virtù espettoranti e decongestionanti. Sebbene meno nota della congenere cedracca, è stata utilizzata in passato per la preparazione di sciroppi contro la tosse o per impacchi decongestionanti. Oggi l'interesse per la specie è prevalentemente botanico ed ecologico, data la sua capacità di colonizzare ambienti verticali estremi e manufatti storici, contribuendo alla biodiversità delle aree antropizzate e degli affioramenti rocciosi naturali.