La Valeriana del Cuore e la Spina di Maggio

Crataegus monogyna Jacq.
Nome scientifico:
Crataegus monogyna Jacq.
Nome comune:
Biancospino comune
Famiglia:
Rosaceae
Forma biologica:
Fanerofita cespugliosa/Fanerofita arborea

Caratteristiche

Portamento: Arbusto cespuglioso alto 2-5 m o piccolo albero fino a 12 m con chioma globosa. Corteccia: Grigio-chiara e liscia nei giovani, che diviene brunastra e squamosa negli esemplari vecchi. Rami: Tortuosi che tendono a intrecciarsi tra loro. I rami laterali sono muniti di spine aguzze e scure lunghe fino a 2 cm. Foglie: Decidue, alterne e romboidali, di colore verde brillante lucido. Sono profondamente incise in 3-7 lobi con margine intero e pochi dentelli solo all'apice. Alla base del picciolo presentano stipole dentate e ghiandolose. Fiori: Riuniti in corimbi eretti, sono bianchi o rosati e molto profumati. La struttura comprende un calice a 5 lacinie e una corolla a 5 petali. L'elemento distintivo fondamentale è l'ovario monocarpellare con un unico stilo bianco-verdastro. Frutti: Falsi frutti rossi (drupe) di 7-10 mm, carnosi e coronati dai residui del calice. Contengono un unico nocciolo giallo-bruno. Fioritura: Maggio-giugno.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Paleotemperata. Distribuzione in Italia: Presente in tutte le regioni del territorio nazionale. Habitat: Specie pioniera e plastica, si adatta a boschi secchi, siepi, boscaglie e macchie mediterranee. Predilige i terreni calcarei e vegeta dal livello del mare fino ai 1600 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Crataegus): Dal greco Kratos (forza), riferimento alla durezza del suo legno e alla resistenza della pianta. Nome Specifico (monogyna): Composto dal greco mónos (unico) e gynè (femmina), specifica che il fiore possiede un solo organo femminile (pistillo/stilo).

Proprietà e utilizzi

Antico simbolo di speranza e fertilità per Greci e Romani, il biancospino assunse tinte ambivalenti con il Cristianesimo, che lo indicò come possibile componente della corona di spine di Cristo. Il suo odore, talvolta sgradevole a causa delle ammine, attira specifici insetti impollinatori. È inoltre noto per il legame ecologico con il fungo Prugnolo (Calocybe gambosa), che cresce frequentemente tra i suoi cespugli in primavera.