Il Profumo Acido delle Rupi
Caratteristiche
Portamento: Pianta suffruticosa molto ramificata, alta 30-60 cm, con un aspetto denso e compatto. Rami: Glabri e grigiastri, caratterizzati da evidenti cicatrici lasciate dalle foglie cadute, mentre i getti dell'anno si presentano grigio-rosei e pubescenti. Foglie: Sempreverdi e coriacee, hanno una tipica forma obovata o a spatola. Sono concentrate esclusivamente alle estremità apicali dei rami; la pagina superiore è lucida e priva di peli, mentre quella inferiore presenta nervature secondarie prominenti e spesso piccole ghiandole puntiformi. Fiori: Riuniti in piccoli fascetti terminali composti da 2-4 unità. Il perianzio è di colore bianco o crema e diffonde un caratteristico profumo acidulo. Gli stami e lo stilo sono contenuti all'interno del tubo del perigonio. Frutti: Drupa carnosa e sferica, che a maturità assume una colorazione variabile tra il rossastro e l'arancione vivo. Fioritura: Maggio-luglio.
Distribuzione e habitat
Tipo Corologico: Eurasiatica. Distribuzione in Italia: Presente in tutte le regioni dell'Italia peninsulare, con l'eccezione della Puglia. Habitat: Specie rupicola e glareicola, vegeta su rupi, pascoli rocciosi e macereti, prediligendo esclusivamente i substrati calcarei, tra i 300 e i 1700 m s.l.m.
Etimologia
Nome Generico (Daphne): Dal greco Daphne (alloro), termine utilizzato per descrivere la somiglianza delle foglie di queste piante con quelle del lauro. Nome Specifico (oleoides): L'etimologia è duplice; potrebbe derivare dal latino oleo (emanare odore), in riferimento alla fragranza dei fiori, oppure dal greco olea (olivo) unito al suffisso oides (simile a), per la somiglianza del portamento o delle foglie con quelle dell'olivo selvatico.
Proprietà e utilizzi
La dafne spatolata è una pianta altamente velenosa in ogni sua parte. Contiene glucosidi cumarinici e resine acridiche estremamente irritanti. L'ingestione accidentale dei frutti, che possono apparire invitanti per il colore vivace, provoca gravi sintomi gastrointestinali quali nausea, vomito violento e dolori addominali. Nella medicina popolare del passato, le radici venivano impiegate come drastico purgativo e la corteccia per trattare affezioni cutanee; tuttavia, tali pratiche sono oggi assolutamente vietate e considerate pericolose a causa dell'elevato rischio di avvelenamento sistemico.