Il Patriarca dei Boschi Montani
Caratteristiche
Portamento: Maestoso albero deciduo capace di raggiungere i 40 metri di altezza, dal tronco dritto e cilindrico, e chioma folta e globosa. Corteccia: Liscia di colore grigio cenere. Rami: Nei giovani esemplari i rami sono spesso ascendenti, mentre nelle piante adulte tendono a disporsi orizzontalmente. I giovani rametti sono ricoperti da una fine pubescenza, che scompare quasi completamente con l'arrivo dell'estate. Le gemme sono fusiformi e appuntite, di colore bruno-dorato o rossiccio, protette da numerose squame (perule). Foglie: Alterne e brevemente picciolate, presentano una forma ovata con margine intero ma tipicamente ondulato. La pagina superiore è di un verde lucido intenso, mentre quella inferiore rivela ciuffi di peli rossastri localizzati all'ascella delle nervature secondarie. Fiori: Specie monoica con fiori unisessuali sulla stessa pianta. I fiori maschili sono riuniti in amenti penduli giallastri; quelli femminili sono accoppiati, verdastri e circondati da una cupola di brattee. Frutti: Acheni coriacei di forma trigona e colore bruno (faggiole), racchiusi a coppie entro una cupola legnosa ricoperta da appendici morbide e spinescenti. A maturità (autunno), la cupola si divide in 4 valve liberando i semi. Fioritura: Aprile-maggio.
Distribuzione e habitat
Tipo Corologico: Centroeuropea. Distribuzione in Italia: Presente spontaneamente in tutte le regioni, ad eccezione della Sardegna dove è in fase di naturalizzazione limitata. Habitat: Specie dominante dei boschi montani (faggete), cresce pura o associata ad abeti, pecci, castagni o betulle. Vegeta dai 600 m fino al limite superiore della vegetazione arborea (circa 2000 m s.l.m.), prediligendo climi freschi e piovosi.
Etimologia
Nome Generico (Fagus): Deriva dal greco-dorico Phāgós, termine originariamente riferito a una quercia dai frutti edibili. Nome Specifico (sylvatica): Dal latino silvaticus, aggettivo che indica la pertinenza della specie all'ambiente boschivo.
Proprietà e utilizzi
Le faggiole, sebbene commestibili sia crude che tostate, devono essere consumate con moderazione. Contengono infatti fagina, un alcaloide che può risultare tossico (specialmente per i bambini) se assunto in grandi quantità. Dai semi si estrae un olio di pregio, mentre le foglie giovani possono essere bollite come il cavolo. Dalla distillazione del catrame di faggio si ricava il creosoto, potente antisettico balsamico storicamente usato contro la tubercolosi. In gemmoterapia, il macerato di gemme è impiegato per stimolare la diuresi e le difese immunitarie. In cosmetica, l'estratto di gemme (gatulina) è apprezzato per le proprietà ossigenanti e anti-invecchiamento sui tessuti cutanei. Il legno, di colore biancastro o rosato, è duro, pesante e facilmente lavorabile al tornio. È il materiale d'elezione per la produzione di mobili (sedie di Chiavari), parquet, utensili da cucina e come eccellente combustibile.
Curiosità
Nella tradizione anglosassone, il faggio è simbolo di saggezza, stabilità e fortuna. Nella floriterapia di Bach, l'essenza Beech viene consigliata per armonizzare personalità caratterizzate da eccessiva intolleranza e arroganza. Giovanni Pascoli lo citò spesso nelle sue poesie, legando la sua figura solida e severa al paesaggio appenninico italiano.