Il Serpente Dormiente delle Mura

Petrosedum rupestre (L.) P.V.Heath
Nome scientifico:
Petrosedum rupestre (L.) P.V.Heath
Nome comune:
Borracina rupestre
Famiglia:
Crassulaceae
Forma biologica:
Camefita succulenta

Caratteristiche

Portamento: Pianta erbacea perenne, succulenta e completamente glabra. Presenta una struttura suffruticosa, ovvero leggermente legnosa alla base, e raggiunge un'altezza compresa tra i 15 e i 30 cm. Fusti: I fusti sterili sono più brevi (3–8 cm), densamente rivestiti da foglie embricate e con internodi molto corti. I fusti fertili sono invece più lunghi, ascendenti, con internodi ben definiti e mostrano una caratteristica curvatura dello scapo prima della fioritura. Foglie: Alterne, carnose e di forma cilindrico-lineare. Sono acute, solitamente mucronate (terminanti con una punta rigida) e prolungate alla base in un corto sperone che abbraccia parzialmente il fusto. Fiori: Riuniti in un infiorescenza corimbosa, provvista di brattee e leggermente concava, con i rami che tendono a curvarsi verso l'esterno. I fiori sono ermafroditi, attinomorfi e generalmente 5-meri (a 5 petali), sebbene si possano riscontrare varianti a 6 petali. Il calice ha sepali verdi e carnosi, mentre la corolla è formata da petali liberi di un giallo brillante (6–7 mm), acuti e patenti, spesso striati sul dorso. Frutti: Un folliceto, ovvero un insieme di follicoli fusiformi più o meno eretti, che conservano all'apice gli stili persistenti anche dopo la maturazione. Fioritura: Aprile-luglio.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Centroeuropea. Distribuzione in Italia: È presente in gran parte del territorio italiano, con una distribuzione piuttosto capillare nelle regioni peninsulari. Habitat: Specie tipicamente pioniera, vegeta in ambienti difficili come muri a secco, rupi, luoghi rocciosi e prati aridi, dal livello del mare fino a un'altitudine di 1200 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Petrosedum): Deriva dalla combinazione del greco pétra (rupe, roccia) e del latino sédo (io siedo o io calmo). Il riferimento è duplice: al portamento della pianta che sembra "seduta" sulle rocce e all'antico uso delle sue foglie succulente per lenire (calmare) il dolore di ferite e infiammazioni. Nome Specifico (rupestre): Dal latino rupestris, indica chiaramente l'ecologia della specie, legata indissolubilmente agli ambienti rupicoli e sassosi.

Proprietà e utilizzi

In alcune tradizioni culinarie locali, le foglie giovani della borracina rupestre (prive di punte troppo rigide) venivano consumate in insalata per il loro sapore leggermente acidulo, sebbene oggi sia apprezzata soprattutto come pianta ornamentale per giardini rocciosi e tetti verdi, grazie alla sua straordinaria resistenza alla siccità e alla capacità di consolidare muretti e scarpate.