L'Elmo Riccioluto di Giove

Quercus cerris L.
Nome scientifico:
Quercus cerris L.
Nome comune:
Cerro
Famiglia:
Fagaceae
Forma biologica:
Fanerofita arborea

Caratteristiche

Portamento: Grande albero deciduo, maestoso e slanciato, con tronco dritto e regolare, capace di raggiungere i 35–40 metri di altezza. Corteccia: Grigio-brunastra con solcature profonde che lasciano intravedere il fondo rossiccio (felloderma), permettendo di distinguerlo facilmente dalle altre querce. Foglie: Alterne e tardivamente caduche, presentano una spiccata variabilità morfologica (eterofillia). In generale hanno forma obovato-oblunga con 7–9 paia di lobi ineguali e profondi. La consistenza è coriacea, con la pagina superiore verde scuro e quella inferiore più chiara e leggermente pubescente. Fiori: Specie monoica con fiori unisessuali sulla stessa pianta. I fiori maschili sono riuniti in amenti penduli e lassi, lunghi 6–8 cm; quelli femminili sono solitari o raggruppati in piccoli mazzetti (2–3), portati da brevi peduncoli. Frutti: Ghianda lunga circa 2,5 cm. La cupola (il "cappuccio") è interamente rivestita da squame allungate e ricurve, simili a una peluria riccioluta di colore giallino, che le conferiscono un aspetto ispido. Fioritura: Aprile-maggio.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Eurimediterranea settentrionale. Distribuzione in Italia: Molto diffusa in tutto il territorio, in particolare lungo la catena appenninica dove forma estesi boschi puri o misti. Habitat: Si colloca ecologicamente tra i boschi mesofili di collina e le faggete montane. Pur prediligendo suoli di origine vulcanica a reazione sub-acida, dimostra una grande adattabilità vegetando anche su terreni argillosi, calcarei o decalcificati, dal livello del mare fino ai 1300 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Quercus): Termine latino classico per identificare la quercia, albero sacro a Giove e simbolo di forza. Nome Specifico (cerris): Deriva dal nome volgare "cerro", termine già in uso ai tempi di Plinio il Vecchio per distinguere questa specifica varietà di quercia.

Proprietà e utilizzi

Il cerro è ampiamente utilizzato nei rimboschimenti mediterranei grazie alla sua velocità di accrescimento superiore rispetto ad altre querce. Storicamente, il suo legname era fondamentale per la realizzazione di traversine ferroviarie, doghe per botti e raggi per le ruote dei carri. Attualmente, pur essendo impiegato per mobili da interno, la sua destinazione principale è come eccellente combustibile e per la produzione di carbone di alta qualità. Sotto il profilo officinale, la corteccia e le ghiande sono ricche di tannini, che conferiscono alla pianta spiccate proprietà astringenti. Una curiosità storica ci giunge da Plinio il Vecchio, il quale nella sua Naturalis Historia affermava che le radici del cerro possedessero un'azione repellente naturale contro gli scorpioni.