L'Elisir Montano Della Buona Salute

Valeriana montana L.
Nome scientifico:
Valeriana montana L.
Nome comune:
Valeriana montana
Famiglia:
Valerianaceae
Forma biologica:
Emicriptofita scaposa

Caratteristiche

Portamento: Pianta perenne caratterizzata da un rizoma strisciante, legnoso e di colore scuro, da cui si elevano uno o più steli. Fusto: Cilindrico, striato e presenta una tipica pelosità localizzata soprattutto in prossimità dei nodi e nella parte apicale. Foglie: Le foglie basali sono intere, di forma ovale o ellittico-orbicolare, portate da un lungo picciolo (fino a 10 cm). Le nervature secondarie sono molto marcate e formano un intreccio (anastomizzate) ben visibile. Le foglie del caule sono disposte in 3-4 paia opposte lungo il fusto, sono sessili e di forma più allungata (ovato-lanceolata). Le foglie più alte sono progressivamente ridotte a brattee. Fiori: Riuniti in un’infiorescenza a corimbo lasso, con i rami inferiori spesso molto allungati. La corolla è tubulosa, di colore bianco-roseo o lilla delicato, lunga circa 3–5 mm. Frutti: Un achenio ovale e glabro (3–4 mm), sormontato da un pappo piumoso che ne facilita la dispersione anemofila. Fioritura: Aprile-agosto.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Orofita sud-europea. Distribuzione in Italia: Comune su tutto l'arco alpino e sulla catena appenninica. Risulta assente solo in Puglia e Sicilia. Habitat: Frequenta rupi ombrose, sfasciumi di roccia, ghiaioni e zone limitrofe a sorgenti montane, da 300 fino a 2300 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Valeriana): Dal latino valére (star bene/avere forza), in riferimento alle proprietà rinvigorenti e calmanti della pianta. Nome Specifico (montana): Indica il suo legame ecologico con gli ambienti di montagna.

Proprietà e utilizzi

La valeriana montana è una specie officinale che condivide gran parte del profilo fitoterapico della più nota valeriana officinale (Valeriana officinalis), sebbene sia tipicamente legata agli ambienti rupestri d'alta quota. Le parti utilizzate sono i rizomi e le radici, che vengono raccolti ed essiccati per preservarne i principi attivi (tra cui valepotriati e acidi valerenici). Questa pianta vanta proprietà sedative, antinevrotiche, antispastiche e cardiotoniche, risultando particolarmente efficace nel trattamento dei disturbi del sonno e degli stati ansiosi. Storicamente, grazie alla sua azione sul sistema nervoso centrale, è stata impiegata come supporto antiepilettico.

Curiosità

Il celebre botanico Mattioli (XVI sec.) fu tra i primi a documentare l'irresistibile attrazione che i gatti provano per questa pianta (dovuta ad alcuni composti volatili come l'actinidina). Osservando la successiva sonnolenza dei felini, la medicina popolare ne dedusse le potenti doti ipnotiche per l'uomo.