L'Erba Amara di Artemide

Artemisia vulgaris L.
Nome scientifico:
Artemisia vulgaris L.
Nome comune:
Assenzio selvatico
Famiglia:
Asteraceae
Forma biologica:
Emicriptofita scaposa

Caratteristiche

Portamento: Pianta erbacea perenne e cespugliosa, alta 50–150 cm; presenta una radice legnosa breve e obliqua. Fusto: Rossiccio, striato e ramosissimo. Foglie: Alterne e pennatifide, si distinguono per essere verdi e glabre sulla pagina superiore e biancastre e tomentose su quella inferiore; le foglie inferiori sono semiabbraccianti con lacinie ovali e inciso-dentate. Fiori: Riuniti in un’infiorescenza ad ampia pannocchia piramidale fogliosa composta da numerosi capolini subsessili e ovoidi, con fiori tubulosi di colore giallo-rossastro e un involucro densamente lanoso. Frutti: Acheni glabri di forma oblunga, appuntiti, lisci e privi di pappo. Fioritura: Giugno–ottobre.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Circumboreale. Distribuzione in Italia: Presente in tutta Italia. Habitat: Incolti erbosi, macerie e terreni ruderali ricchi di sostanze azotate, rinvenibile dalla pianura fino a 1000 m s.l.m., talvolta spingendosi più in alto.

Etimologia

Nome Generico (Artemisia): Deriva da Artemide, dea della caccia e della luna che presiedeva i parti, in quanto la pianta era usata per curare le malattie femminili, oppure dal greco artemes che significa sano o di buona salute. Nome Specifico (vulgaris): Termine latino che indica come si tratti di una specie estremamente comune e diffusa sul territorio.

Proprietà e utilizzi

Le vengono attribuite proprietà amaro-toniche, sedative, digestive ed emmenagoghe, risultando utile per regolare il flusso mestruale o trattare parassitosi intestinali, stati anoressici e dispepsia. Le radici sono indicate per sostenere il sistema nervoso centrale in caso di sovraeccitazione, mentre in campo culinario e industriale la pianta funge da base amaricante per bibite analcoliche e liquori digestivi. Agisce inoltre come repellente naturale per respingere gli insetti.

Curiosità

Nella tradizione popolare l'assenzio selvatico è annoverato tra le erbe di San Giovanni e nella Roma antica veniva portato sul corpo come amuleto contro gli spiriti maligni. Un'antica credenza suggeriva di inserire le foglie nelle scarpe per camminare a lungo senza affaticarsi, mentre dal punto di vista storico la pianta è stata a lungo utilizzata per aromatizzare la birra prima di essere definitivamente sostituita dal luppolo.