La Felce Aromatica del Calcare
Caratteristiche
Portamento: Felce perenne dotata di un rizoma grosso e breve, da cui si dipartono fronde robuste e rigide. La pianta raggiunge mediamente i 20-50 cm, sebbene in condizioni ottimali possa toccare i 130 cm. Fronde: Con contorno lanceolato e una suddivisione di tipo 2-3 pennatosetto. La lamina è caratterizzata da ghiandole giallastre sparse (visibili alla lente) che, se strofinate, emanano un aroma gradevole e sensibile. I piccioli sono lunghi circa 15 cm e rivestiti da abbondanti squame rossicce. Organi riproduttivi: Sori grandi e circolari, contenenti le spore, disposti in due file regolari lungo le pinnule. Sono protetti da un indusio reniforme (a forma di rene) persistente. Sporulazione: Giugno-settembre.
Distribuzione e habitat
Tipo Corologico: Orofita sud-europea. Distribuzione in Italia: Diffusa prevalentemente nelle aree montuose del Nord e del Centro Italia. Habitat: Specie tipicamente calcicola e glareicola, colonizza pascoli sassosi, ghiaioni semistabilizzati e macereti grossolani su substrati calcarei e dolomitici. Vegeta tra i 500 e i 2500 m s.l.m.
Etimologia
Nome Generico (Dryopteris): Deriva dai termini greci drys (quercia) e pteris (felce), con riferimento alla consuetudine delle specie di questo genere di crescere nei pressi o ai piedi delle grandi querce. Nome Specifico (villarii): Dedicato al celebre botanico francese Dominique Villars, pioniere dello studio della flora alpina e autore della Histoire des plantes de Dauphiné.
Proprietà e utilizzi
La felce di Villars è una specie officinale altamente tossica. I suoi rizomi sono stati storicamente impiegati nella medicina tradizionale per le potenti proprietà vermifughe, in particolare contro la tenia, oltre che per trattare reumatismi e dolori articolari. Tuttavia, l'assunzione di questa pianta è estremamente rischiosa: i principi attivi possono causare avvelenamenti gravi con danni irreversibili al sistema nervoso, all'apparato cardiocircolatorio e alla retina. I rizomi contengono inoltre tossine responsabili di encefalopatie negli erbivori che se ne nutrono. Per tali ragioni, ogni utilizzo medico deve essere rigorosamente limitato alla farmacopea specialistica e sotto controllo clinico.