La Ghiandola Velenosa della Roccia

Euphorbia myrsinites L. subsp. myrsinites
Nome scientifico:
Euphorbia myrsinites L. subsp. myrsinites
Nome comune:
Euforbia mirsinite
Famiglia:
Euphorbiaceae
Forma biologica:
Camefita reptante

Caratteristiche

Portamento: Pianta perenne alta 20–30 cm con un caratteristico portamento emisferico. Fusti: Spessi, carnosi, prostrati o ascendenti, di colore glauco e densamente rivestiti di foglie lungo tutta la loro estensione. Foglie: La lamina è consistente, succulenta e completamente priva di peli (glabra). Le foglie presentano una disposizione a spirale molto fitta: le inferiori sono eretto-patenti, mentre le superiori diventano gradualmente più grandi, assumendo una forma da ovale a sub-rotonda con apice mucronato (terminante con una piccola punta rigida). Fiori: Riuniti in un’infiorescenza composta da ciazi raggruppati in grandi ombrelle terminali a 5-7 raggi. Il ciazio simula un fiore unico ed è costituito da un ricettacolo a coppa con vistose ghiandole nettarifere di colore giallo vivo o aranciato con due cornetti bilobi all’apice. All'interno si trovano i fiori maschili ridotti a stami e un unico fiore femminile centrale. Frutti: Una capsula subglobosa che può presentarsi liscia o leggermente verrucosa. All'interno si trovano semi bianchi con una superficie caratterizzata da rugosità che ricordano il nocciolo di una pesca. Fioritura: Aprile-giugno.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Pontica/sud-europea. Distribuzione in Italia: Specie diffusa lungo le Alpi centrali e l'intera catena appenninica. Habitat: Predilige ambienti aridi e xerofili come pendii sassosi, pietraie soleggiate e anfratti rocciosi calcarei, muovendosi in un intervallo altitudinale compreso tra i 600 e i 1900 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Euphorbia): Dedicato a Euforbo, medico personale del re Giuba II di Mauritania, che secondo gli scritti di Plinio il Vecchio fu il primo a studiare le proprietà biochimiche e la tossicità del lattice di queste piante. Nome Specifico (myrsinites): Deriva dal greco myrsine (mirto), in riferimento alla somiglianza delle foglie lucide e consistenti con quelle del mirto mediterraneo.

Proprietà e utilizzi

L'euforbia mirsinite è una specie altamente tossica. Ogni parte della pianta contiene un lattice biancastro o giallastro, ricco di esteri diterpenici, che esercita un'azione fortemente irritante e vescicatoria sulla pelle e sulle mucose. Nella medicina popolare del passato, piccole gocce di lattice fresco venivano applicate per eliminare calli, duroni e verruche grazie alla loro natura caustica; tuttavia, tale pratica è oggi rigorosamente sconsigliata a causa del rischio di ustioni chimiche e reazioni allergiche sistemiche.