Il Tappeto Celeste della Montagna

Globularia cordifolia L.
Nome scientifico:
Globularia cordifolia L.
Nome comune:
Vedevolla celeste
Famiglia:
Plantaginaceae
Forma biologica:
Camefita reptante

Caratteristiche

Portamento: Arbusto nano perenne dal portamento prostrato, caratterizzato da fusti lignificati e striscianti che emettono stoloni radicanti. Foglie: Sempreverdi e coriacee, numerose e disposte in rosette lungo il fusto principale. La lamina ha una forma che varia da obovata a spatolata fino a suborbicolare, con una singola nervatura centrale. L'apice è arrotondato, spesso munito di un piccolo mucrone o di uno o due dentini, mentre la base si restringe in un picciolo lungo 2–4 cm. Fiori: Infiorescenza a capolino globoso solitario di 1–2 cm di diametro, avvolto da brattee scure, lanceolate e pubescenti. La corolla, di un delicato colore azzurro-violetto e presenta una struttura zigomorfa in cui i tre petali del labbro superiore risultano più lunghi dei due inferiori. Frutti: Un piccolo achenio di 2–3 mm racchiuso nel calice persistente. Fioritura: Maggio-luglio.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Orofita sud-europea. Distribuzione in Italia: Presente in tutto il Nord (ad eccezione dell’Emilia-Romagna), in Toscana, nelle Marche e, in modo più localizzato, sui rilievi montuosi della Campania. Habitat: Specie spiccatamente calcicola, predilige terreni secchi e soleggiati. Si rinviene frequentemente su rupi, pietraie, ghiaioni e prati alpini rasi, tra i 200 e i 2600 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Globularia): Deriva dal latino globus (sfera), in riferimento alla geometria sferica dell'infiorescenza a capolino. Nome Specifico (cordifolia): Composto dai termini latini cor (cuore) e folium (foglia); sebbene la lamina sia spesso spatolata, il nome si riferisce alla base fogliare che in alcune popolazioni o varietà può apparire leggermente incisa a forma di cuore.

Proprietà e utilizzi

La vedovella celeste è considerata una specie officinale tossica a causa della presenza del glucoside globularina, una sostanza irritante che agisce sul sistema nervoso e gastrointestinale. Nonostante la pericolosità dei suoi principi attivi, la medicina popolare del passato utilizzava il decotto ottenuto dalle foglie come potente rimedio purgativo e lassativo, un uso oggi quasi totalmente abbandonato per via delle controindicazioni legate al dosaggio.