La Regina Spinosa
Caratteristiche
Portamento: Arbusto legnoso e cespuglioso a foglia caduca, alto da 1 a 3 metri. Fusti: Quelli principali sono robusti, quelli secondari si presentano di colore verde. L'intera pianta è armata di spine grosse e ricurve a forma di uncino, dotate di una base sensibilmente ingrossata, che permettono all'arbusto di aggrapparsi alla vegetazione circostante. Foglie: Imparipennate, composte solitamente da 5–7 foglioline (2–3 paia più una terminale). Le foglioline sono di colore verde tenero, di forma ovale o ellittica con apice appuntito e margini seghettati. La superficie è glabra, sebbene possa presentarsi una leggera pelosità lungo il rachide centrale. Fiori: Sono solitari o riuniti in piccoli gruppi di 2–3 elementi su peduncoli lisci. Sono composti da 5 sepali e 5 ampi petali di colore bianco o rosato, delicatamente profumati. Una caratteristica distintiva è la struttura del ricettacolo: i sepali concrescono alla base formando una coppa che racchiude numerosi ovari. Frutti: Quello che comunemente viene chiamato frutto è in realtà un falso frutto carnoso chiamato cinorrodo. A maturità, in autunno, assume una forma piriforme o globosa e un colore rosso vivo. All'interno della polpa si trovano i veri frutti: numerosi acheni duri e giallastri, ricoperti da una fitta peluria rigida e irritante. Fioritura: Marzo-luglio.
Distribuzione e habitat
Tipo Corologico: Paleotemperata. Distribuzione in Italia: È presente in modo capillare su tutto il territorio nazionale, dalle zone costiere fino alla montagna. Habitat: Colonizza i margini dei boschi, le siepi, le boscaglie degradate e i pascoli incolti, dal livello del mare fino ai 1900 m s.l.m.
Etimologia
Nome Generico (Rosa): Deriva dal termine latino rosa, a sua volta collegato al greco rhódon. Nome Specifico (canina): Traduzione del termine greco Kynosbator (kynos = cane, batos = rovo). L'epiteto è legato alla credenza storica, riportata anche da Plinio il Vecchio, secondo cui la radice di questa pianta fosse efficace per curare la rabbia trasmessa dai morsi dei cani.
Proprietà e utilizzi
La rosa canina è una delle specie officinali più importanti delle nostre latitudini. I cinorrodi sono celebri per l'altissimo contenuto di Vitamina C (fino a 50-100 volte superiore a quello degli agrumi), oltre a bioflavonoidi, Vitamina E e tannini. Questi componenti conferiscono proprietà tonificanti, antinfiammatorie e vasoprotettrici. In erboristeria, estratti di cinorrodo sono usati contro influenza e gastriti, mentre i petali trovano impiego per infusi astringenti contro il mal di gola. In cucina, i frutti privati dei semi e dei peli interni vengono utilizzati per produrre ottime marmellate, gelatine e liquori, specialmente se raccolti dopo le prime gelate invernali che ne addolciscono la polpa. In cosmesi, la polpa fresca è ingrediente di maschere di bellezza per l'azione schiarente e levigante sulla pelle. Grazie alla sua rusticità e alla resistenza del sistema radicale, la Rosa canina selvatica è da secoli il portainnesto d'elezione per quasi tutte le varietà di rose coltivate e ornamentali.