L'Erba Aromatizzata dei Satiri

Satureja montana L.
Nome scientifico:
Satureja montana L.
Nome comune:
Santoreggia montana
Famiglia:
Lamiaceae
Forma biologica:
Camefita suffruticosa

Caratteristiche

Portamento: Pianta perenne suffruticosa che raggiunge i 30–50 cm di altezza. Fusti: Legnosi e ramificati fin dalla base, con una tipica sezione tetragonale (quadrangolare) nella parte erbacea superiore; si presentano eretti e ricoperti da una fine pubescenza. Foglie: Disposte in modo opposto e risultano subsessili e distanziate lungo il fusto. La lamina è lineare-lanceolata, con apice acuto e una consistenza coriacea. Di colore verde brillante, le foglie presentano ghiandole oleifere sparse e un margine bordato da piccole ciglia. All'ascella delle foglie principali si sviluppano spesso fascetti di 2–8 foglioline più piccole. Fiori: Sono ermafroditi e profumati, riuniti in piccoli verticillastri di 2–3 elementi situati all'ascella delle foglie superiori. Il calice è tubuloso con 10 nervature evidenti e 5 denti appuntiti. La corolla, di colore bianco o bianco-rosato, è peloso-ghiandolosa col labbro superiore intero ed eretto, e il labbro inferiore diviso in tre lobi e disposto perpendicolarmente al tubo. Frutti: Uno schizocarpo che si divide in 4 piccoli acheni ovali con superficie punteggiata, che rimangono protetti all'interno del calice persistente dopo la fioritura. Fioritura: Giugno-novembre.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Mediterraneo occidentale. Distribuzione in Italia: È presente in quasi tutte le regioni italiane, fatta eccezione per la Valle d'Aosta e la Sicilia. Habitat: Si rinviene frequentemente sui pendii soleggiati e ai margini delle strade di montagna, dal livello del mare fino ai 1300 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Satureja): Deriva dal termine latino satureia, già utilizzato da Plinio il Vecchio. Sebbene l'etimologia esatta sia incerta, è storicamente legata al mondo dei miti classici. Nome Specifico (montana): Aggettivo che sottolinea la sua preferenza per gli habitat montani.

Proprietà e utilizzi

La santoreggia montana è una pregiata specie commestibile e officinale. Il suo olio essenziale, ricco di timolo e carvacrolo, le conferisce potenti proprietà antisettiche, carminative e digestive. In erboristeria è utilizzata per fluidificare il catarro nelle bronchiti e per trattare disturbi gastrointestinali e diarrea. In ambito cosmetico, l'infuso viene impiegato per tonificare il corpo (nell'acqua del bagno) e per rinforzare il bulbo pilifero. In cucina è considerata un'erba "regina" al pari di timo e origano. Grazie al suo aroma deciso, si sposa idealmente con i legumi (di cui facilita la digestione evitando il meteorismo), le carni alla griglia, i cereali e le salse. È inoltre impiegata nella produzione di amari e profumi.

Curiosità

Presso gli antichi Romani era nota come l'erba dei Satiri. Si credeva che la sua pelosità e l'aroma stimolante possedessero notevoli virtù afrodisiache, da cui derivano sia il nome botanico che il termine medico "satirismo" per indicare l'eccesso di desiderio maschile. Per questa ragione, nel Medioevo, la sua coltivazione era talvolta vietata nei giardini dei monasteri.