Il Cuscinetto Di Diamanti Bianco-Rosati
Caratteristiche
Portamento: Piccola pianta erbacea succulenta (5–15 cm) dotata di un rizoma sottile e strisciante. Fusti: Fragili, contorti e spesso virano al rossastro se esposti a forte insolazione. Foglie: Alterne, sessili e glabre, hanno una forma cilindrica o sub-clavata, leggermente appiattita sulla faccia superiore. Sono lunghe 5–9 mm, carnose e gibbose (con una piccola protuberanza) alla base. Il colore varia dal verde chiaro al rosso-bronzeo; la loro struttura succulenta permette alla pianta di sopravvivere in ambienti estremamente aridi stoccando riserve idriche. Fiori: Riuniti in cime terminali corimbose, piuttosto lasse e ramificate. Sono ermafroditi e pentameri (basati sul numero 5). La corolla è dialipetala, composta da 5 petali bianchi, talvolta con una sottile carena o screziature rosee sul dorso, lunghi circa il doppio del calice. Frutti: Un folliceto composto da follicoli eretti e allungati, spesso arrossati, che liberano a maturità piccoli semi bruni. Fioritura: Maggio-agosto.
Distribuzione e habitat
Tipo Corologico: Eurimediterranea. Distribuzione in Italia: Comune e presente in tutte le regioni, dalle zone costiere alle montagne. Habitat: È una pianta pioniera che vegeta su ghiaie, affioramenti rocciosi, scarpate soleggiate e vecchi muri a secco, dal livello del mare fino ai 2000 m s.l.m.
Etimologia
Nome Generico (Sedum): Dal latino sedere (stare seduti), per il portamento prostrato e aderente alle rocce, oppure da sedare (calmare), in riferimento alle proprietà rinfrescanti e lenitive attribuite ad alcune specie del genere. Nome Specifico (album): Dal latino albus (bianco), colore caratteristico della fioritura che la distingue dalle congeneri a fiore giallo.
Proprietà e utilizzi
La borracina bianca è considerata una specie officinale tossica. Sebbene la medicina popolare ne facesse uso per trattare calli, scottature e ferite grazie alle proprietà emollienti della polpa, la pianta contiene alcaloidi che possono risultare irritanti per le mucose e il tratto digerente. In passato, in alcune tradizioni rurali, era conosciuta come "erba della misericordia" o dell'estrema risorsa, poiché veniva somministrata (spesso senza reali basi scientifiche) a persone in fin di vita nel tentativo disperato di rianimarle. Oggi è apprezzata soprattutto nel giardinaggio sostenibile per la creazione di tetti verdi e giardini rocciosi a bassa manutenzione.