Lo Scudo Carnoso Contro i Fulmini

Sempervivum tectorum L.
Nome scientifico:
Sempervivum tectorum L.
Nome comune:
Semprevivo dei tetti
Famiglia:
Crassulaceae
Forma biologica:
Camefita succulenta

Caratteristiche

Portamento: Pianta erbacea perenne e stolonifera, con uno scapo fiorifero che può elevarsi fino a 30–50 cm. Foglie: Le foglie dello scapo sono lanceolate e sottili, quelle basali disposte in rosette compatte e molto carnose. Hanno forma oblungo-acuta o acuminata, terminando con un piccolo apice rigido e pungente. Il colore varia dal verde al glauco (azzurro-verdastro), spesso con l'apice sfumato di rosso-bruno. A differenza di altre specie affini, le facce delle foglie sono glabre, mentre il margine è distintamente cigliato. Fiori: Numerosi (fino a 40 per scapo) e raggruppati in corimbi compatti che terminano in cime scorpioidi (ricurve a coda di scorpione). I petali, solitamente in numero di 12–16, sono di colore rosa-violaceo con nervature longitudinali più scure. Frutti: Un folliceto composto da numerosi follicoli eretti sormontati dallo stilo persistente, contenenti piccoli semi minuti. Fioritura: Maggio-agosto.

Distribuzione e habitat

Tipo Corologico: Orofita sud-europea. Distribuzione in Italia: Comune in quasi tutta l'Italia continentale, più rara o assente nelle isole maggiori allo stato spontaneo. Habitat: Vegeta su rupi, pietraie, vecchi muri a secco, tetti di lose o paglia e prati aridi, dai 200 fino ai 2800 m s.l.m.

Etimologia

Nome Generico (Sempervivum): Dal latino semper vivum (sempre vivo), per la sua capacità di resistere a condizioni di estrema siccità e freddo mantenendo il fogliame vitale. Nome Specifico (tectorum): Deriva dal latino tectum (tetto). Si riferisce sia alla sua capacità naturale di colonizzare le coperture degli edifici in pietra, sia all'usanza, risalente all'epoca di Carlo Magno, di piantarlo sui tetti delle case per "proteggerle dai fulmini" (allora associati all'ira divina o a poteri maligni).

Proprietà e utilizzi

Il semprevivo dei tetti è una specie commestibile e officinale. Le foglie sono ricche di mucillaggini, tannini e acidi organici (malico e formico). La polpa delle foglie ha proprietà emollienti e cicatrizzanti; i cataplasmi venivano usati contro punture di insetti, scottature e calli. L'infuso era impiegato come collirio rinfrescante. In passato, le rosette più giovani venivano consumate in insalata o conservate sottaceto come riserva alimentare d'emergenza.

Curiosità

Una credenza popolare sosteneva che se la pianta fioriva sul tetto per la prima volta, la sventura avrebbe colpito la famiglia. Al contrario, si riteneva che la pianta potesse favorire la comunicazione per chi avesse difficoltà nel linguaggio (i "muti").