La Radice del Sonno e dell'Antistress
Caratteristiche
Portamento: Pianta erbacea robusta e slanciata, alta da 30 fino a 150 cm. Fusto: Eretto, cavo all'interno, cilindrico e solcato da striature longitudinali (scanalato). È tipicamente foglioso fino all'infiorescenza. Foglie: Imparipennate, composte cioè da 11–15 foglioline lanceolate disposte a coppie, con una fogliolina terminale più sviluppata. Lungo il fusto si trovano da 6 a 13 paia di foglie opposte. Fiori: Riuniti in densi corimbi apicali che si dividono simmetricamente in tre rami principali. La corolla è tubulosa, lunga circa 4–5 mm, di colore rosa pallido o bianco. Presenta 5 lobi ineguali che conferiscono al fiore una leggera asimmetria. Frutti: Un achenio ovoide sormontato da un pappo piumoso (trasformazione del calice) che ne permette il volo. Fioritura: Aprile-luglio.
Distribuzione e habitat
Tipo Corologico: Europea. Distribuzione in Italia: Presente in quasi tutto il territorio nazionale. Habitat: Predilige ambienti decisamente più umidi rispetto alla varietà montana: prati stabili, sponde di fiumi, fossati e margini boschivi, dalla pianura fino ai 1400 m s.l.m.
Etimologia
Nome Generico (Valeriana): Dal latino valére = "star bene", con riferimento all'uso officinale della pianta. Nome Specifico (officinalis): Sempre in riferimento all’uso officinale.
Proprietà e utilizzi
La valeriana officinale è una specie commestibile e officinale le cui parti attive sono costituite dai rizomi e dalle radici essiccati, ricchi di un fitocomplesso unico che comprende valepotriati, oli essenziali (come l'acido isovalerenico) e sesquiterpeni tra cui l'acido valerenico. Grazie a questi costituenti, la pianta esercita potenti azioni sedative, ansiolitiche, antispasmodiche e ipotensive, rendendola un trattamento d'elezione per l'insonnia, oltre che per ansia, isteria, emicrania e disturbi della digestione o del ciclo mestruale di origine nervosa. Oltre all'uso interno, trova impiego per via esterna nel trattamento di eczemi, ulcere, dolori reumatici e stiramenti muscolari. Nota fin dai tempi di Ippocrate e ampiamente utilizzata durante le due Guerre Mondiali per curare le psicosi da bombardamento, la valeriana è celebre anche come "erba gatta" per l'irresistibile attrazione stupefacente che esercita sui felini, un fenomeno che nel XVI secolo permise ai botanici di intuire le sue profonde proprietà d'azione sul sistema nervoso umano.