La storia del Giardino è lunga, articolata, e segnata da slanci progettuali e momenti di difficoltà. Il primo documento ufficiale, rinvenuto negli archivi comunali, risale al 1957 e riporta il verbale di una riunione dedicata alla realizzazione di un “Giardino appenninico e di un orto per piante officinali” su un’estensione di ben 70 ettari. I promotori dell’iniziativa furono e l’Ente Provinciale per il Turismo di Campobasso (all’epoca la provincia di Isernia non esisteva ancora), il Comune di Capracotta con l’assistenza tecnica dell’Ispettorato Dipartimentale delle Foreste di Campobasso.
Nel 1963 fu posta la prima pietra. Gli obiettivi erano ambiziosi: valorizzare turisticamente una località di grande bellezza e, al tempo stesso, promuovere la coltivazione e l’utilizzo economico delle piante officinali. Nel 1965, il Ministero del Turismo stanziò 800.000 lire per il funzionamento del Giardino.
La gestione venne affidata all’istituto di Botanica dell’Università di Napoli, nelle figure di Aldo Merola, della Stazione Sperimentale delle Piante Officinali., e Paolo Pizzolongo, direttore dell’Orto Botanico di Napoli e originario di Larino (CB). Sotto la loro supervisione furono realizzate, su appositi terrazzamenti, coltivazioni sperimentali che diedero risultati eccellenti.
Nel 1970 Etaliano Bontempo documentò la presenza di numerose specie officinali coltivate nel Giardino, tra cui cit. Angelica archangelica L., Artemisia absinthium L., Anthemis nobilis L., Gentiana spp, Hyssopus officinalis L., Lavandula officinalis Chaix, Mentha spp., Salvia spp., Thymus vulgaris L., Valeriana officinalis L. e molte altre (Flora appenninica e piante officinali nel Giardino di Capracotta nell’Alto Molise, in «L’Italia Agricola 1972. Tuttavia, proprio nello stesso anno, un telegramma conservato nell’archivio comunale, inviato dal giardiniere Antonio Caiazzo, collaboratore di Merola, segnalava il crescente stato di abbandono del Giardino, che entrò così in una fase di lunga inattività.
La rinascita arrivò nel 1997, quando ripresero le attività di progettazione di percorsi, coltivazione, conservazione e studio. In questa fase, accanto al Comune di Capracotta, si affiancò con continuità l’Università degli Studi del Molise, inizialmente con un ruolo di consulenza scientifica e successivamente come partner nella gestione diretta, con la figura del Direttore e Responsabile scientifico.
Nel 2003 il Comune di Capracotta e l’Università degli studi del Molise costituirono il Consorzio del Giardino della Flora Appenninica, con l’adozione del primo statuto. Successivamente aderirono al Consorzio la Regione Molise, la Provincia di Isernia e la Comunità Montana “Alto Molise” Agnone (nel 2015 la Provincia di Isernia l e la Comunità Montana di Agnone sono uscite per effetto della Legge 190/2014).
Oggi il Giardino è un luogo riconosciuto, valorizzato e nuovamente vivo: è, soprattutto, è un progetto in movimento. La sua storia insegna che le radici più forti resistono al tempo e, proprio come le piante montane, sanno tornare a fiorire anche dopo le stagioni più dure.
Conservare la biodiversità appenninica: proteggere specie rare, endemiche e a rischio, offrendo loro un ambiente sicuro e favorevole.
Tutela delle risorse vegetali locali: salvaguardare varietà orticole tradizionali e piante officinali, preservando il patrimonio naturale e agricolo del territorio.
Ricerca scientifica e studio degli ecosistemi montani: promuovere attività di osservazione, sperimentazione e approfondimento sulla flora appenninica.
Educazione ambientale e divulgazione: avvicinare adulti e bambini alla conoscenza delle piante attraverso visite guidate, laboratori e attività formative.
Inclusione e accessibilità: garantire esperienze educative aperte a tutti, con percorsi pensati anche per ipovedenti e persone con disabilità motorie.
Valorizzazione della cultura della montagna: mantenere viva la memoria degli usi tradizionali delle erbe e dei mestieri legati al territorio.
Promozione del rispetto per la natura: sensibilizzare i visitatori sull’importanza della tutela ambientale e della sostenibilità.
Gestione sostenibile: migliorare l’efficienza energetica, la gestione delle risorse idriche e limitare inquinamento degli ecosistemi da plastiche.
Incontro tra scienza, paesaggio e comunità: creare uno spazio condiviso dove conservazione, bellezza e conoscenza si intrecciano.

Presidente

Direttore

Responsabile scientifico

Curatore

Segretario

Tecnologo

Guida

Guida

Giardiniere

Giardiniere

Servizio civile universale
Nascita del Consorzio del Giardino della Flora Appenninica: 2003
Soci fondatori: Comune di Capracotta e Università degli Studi del Molise
Altri soci: Regione Molise
Provincia di Isernia e Comunità Montana “Alto Molise” Agnone (uscite nel 2015 per effetto della Legge 190/2014)
Università di riferimento
Università degli Studi del Molise, Dipartimento di Bioscienze e Territorio, Sistema Museale di Ateneo