L’elevata ricchezza di specie vegetali è dovuta alla presenza di diversi habitat, alcuni dei quali del tutto naturali come la faggeta, i cespuglieti, le praterie, le paludi, le rupi, e altri, invece, ottenuti ottimizzando le caratteristiche morfologiche del territorio, come ad esempio la roccaglia e lo stagno. Il Giardino è così un’occasione unica per poter visitare in modo accessibile gli ambienti tipici del piano montano ed alto montano dell’Appennino centro-meridionale.
Importanti e allo stesso tempo affascinanti i terrazzi dedicati alle piante officinali e alle varietà orticole autoctone, dei veri e propri laboratori di ricerca sugli usi e consuetudini tradizionali legati al mondo vegetale.
Un patrimonio vegetale modellato da altitudine, clima e geologia.
Specie che raccontano l’equilibrio fragile e la straordinaria varietà degli ecosistemi appenninici, tra biodiversità spontanea e piante officinali custodi di saperi antichi.
Specie rare e localizzate, nate dall’isolamento geografico e dall’evoluzione millenaria degli ambienti montani.
Custodi di una biodiversità unica e fragile, rappresentano l’identità più autentica e preziosa dell’Appennino.
Tre itinerari guidano il visitatore attraverso gli habitat e le collezioni botaniche del Giardino: esperienze diverse, accomunate dalla scoperta della biodiversità appenninica e dal contatto diretto con il paesaggio montano.
La mostra racconta alcune delle storie racchiuse nei “microcosmi” delle galle: storie di relazioni tra piante e animali. Le galle (o cecidi) sono escrescenze o “tumori” vegetali provocati da parassiti (insetti, acari, funghi) su foglie, rami o fusti.
Sono la risposta della pianta a stimoli esterni che causano una crescita abnorme dei tessuti. Agiscono come vere e proprie camerette protettive per le larve dei parassiti, che una volta adulte escono lasciando un foro.
Esplora il Giardino attraverso una mappa interattiva: scopri percorsi, aree tematiche e punti di interesse con un semplice tocco.
La Banca del germoplasma del Giardino della Flora Appenninica svolge un ruolo fondamentale nella conservazione delle specie montane e alto montane tipiche dell’Appennino centro-meridionale.
Le condizioni ambientali controllate e le corrette pratiche di gestione assicurano la tutela della biodiversità vegetale. Personale qualificato effettua regolarmente il monitoraggio delle coltivazioni e dello stato di salute delle piante.
Il monitoraggio fenologico consente di raccogliere i semi nel momento ottimale di maturazione.
Dopo la raccolta, il germoplasma viene pulito, selezionato e conservato nella banca del seme del GFA. In autunno, parte dei semi viene seminata in serra per ottenere nuovi individui da acclimatare e reintrodurre in natura.
Attraverso l’Index Seminum, il Giardino condivide i semi con altri orti botanici, nel rispetto della Convenzione di Rio (1992), per scopi scientifici, educativi e di conservazione.